La passione di Mara

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Cos’è il nuoto nella sua vera essenza? Mara lo ha scoperto in un percorso di tre chilometri, con tanto di primato mondiale...

Mentre ripenso al grande Muhammad Alì, alla sua lotta e al film della sua vita - al vola come una farfalla e pungi come un’ape - Silvia mi racconta la storia di Mara, nuotatrice master come lei che con lo stile a farfalla ha costruito un primato mondiale lungo tre chilometri a Città di Castello.  Che ha lottato una malattia sfidandola a forza di bracciate, di gambate e di respirazione, in una dimensione acquatica nel suo credo master usando l’agonismo soprattutto per se stessa, ma anche come esempio per tanti che credono solo al valore di un cronometro senza affacciarsi alle volte dietro alla vera essenza di una sfida. Che è personale, ma trova tante storie parallele non raccontate alle volte, e allora il primato di Mara Colletti è l’esempio di quello che lo sport può dare come filosofia come scelta di vita, come percorso quotidiano; l’età non conta ed è buona usanza non dirla per una giovane signora acquatica di Bassano Romano, ma che ha sempre vissuto a Bracciano.

Mara Colletti
Mara Colletti

Che ha iniziato dieci anni fa un turbine di sofferenza, come tanti che combattono la malattia. Trova nella piscina la motivazione e soprattutto l’acqua come elemento di vita, di passione, di condivisione. Immersa nell’acqua è una beatitudine ritrovata. Partendo da zero, con una scuola nuoto che diventa il centro nevralgico di una riabilitazione fisica e morale e il modo per non sentirsi sola, ma viva nella sfida che scatena alla fine il desiderio del confronto. Immaginate quanto può la passione e la forza, la motivazione di uno stile come la farfalla, summa di grazia e dolcezza, che ti aiuta a superare le onde della vita: Mara da ex neofita nuota 8 chilometri in quattro ore al giorno di su e giù per la vasca .Può sembrare estremo, ma quello che appare è il segreto per vincere e scatenare le endorfine che ti aiutano come un farmaco miracoloso: tremila metri sono sessanta vasche a farfalla, un mantra acquatico che ti porta alla beatitudine sportiva, senza sentire quasi la sofferenza mediata dall’allenamento del coach Christian vera Correa, ma è certo un grande primato. Un primato nuotato e volato lungo una corsia che è metafora di un percorso verso la vita che sorride con le braccia che si aprono a farfalla, come a riprendersi tutto. Gli amici e i compagni di gioia a e di allenamento a farle da ali. E sotto la cuffia e gli occhialini, l’idea meravigliosa di aver punto e aver messo soprattutto un punto fermo nella passione di Mara.

zicche@swimbiz.it

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