La pazienza di Fede

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Federica scende non programmata in vasca per i duecento londinesi, e le altre…

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Eccoci con i nostri duecento. Scende finalmente in pista Federica Pellegrini: lei controlla, si guarda in giro, cerca di capire quanto e come risponderà la Ferrari natatoria che è dentro di lei. Benedetti duecento, quattro vasche di sofferenza ieri con le altre quattro azzurre che non hanno risposto nemmeno lontanamente ai cavalli motore che Fede ha cercato di mettere a diposizione di una causa in staffetta piena d’incertezze. Incertezze che nella gara singola hanno al solito le avversarie, o meglio l’avversaria più quotata da queste parti, tal Sarah Sjostrom. Che si nega ancora una volta a un test di Fede, che si ricaccia dietro alla sua farfalla per non guardare in cuffia la nostra numero uno. Lì davanti, a fianco in finale, ci sarà una olandesina allenata da Asterix  Philippe Lucas. L’unica a fare il test di Fede per il momento, che benedetta pazienza pellegrina aspetta di capire da par suo perché fan spesso così le altre in Europa quando lei decide di percorre la storica distanza. Abbiate Fede, i duecento sono qui. Indipendentemente da tutto e tutti.

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