La quarta Olimpiade di Ryan Pini, il quasi Italiano

Il commento di Swimbiz: Un veterano, nato a Papua Nuova Guinea, ma di origini italiane. In un nuoto che, anche all’estero, ha spesso parlato italiano.

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A dicembre compirà 35 anni, ma Ryan Pini è ancora in vasca e guiderà la nazionale di Papua Nuova Guinea alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Figlio di un immigrato italiano, fu portabandiera olimpico del Paese oceanico a Pechino 2008 (foto). In carriera è stato certamente un buon interprete dei 100 m farfalla, nei quali conquistò un oro e un argento ai Giochi del Commonwealth, ma fu anche finalista nei 100 dorso ai Mondiali in vasca corta d’Indianapolis, nel 2004. Abbastanza per farsi notare dall’allora Ct azzurro Alberto Castagnetti che provò a convincerlo, invano, a nuotare per il tricolore. Era già iniziata l’epoca di espansione del nuoto italiano, ma un’occhiata fuori dai sacri confini si dava comunque. Roberto Gleria, dopo aver nuotato per l’Australia, fu protagonista nella 4x200 stile libero azzurra. Aveva addirittura tre opzioni il farfallista Luis Alberto Laera: Argentina, Germania e Italia. Scelse il Belpaese, perché più affine al suo carattere latino e per la stabilità offerta dai Carabinieri.

Jonathan Boffa (secondo da sx) con la 4x100 stile argento gli Euopei di Londra 2016 (Getty Images)
Jonathan Boffa (secondo da sx) con la 4x100 stile argento gli Euopei di Londra 2016 (Getty Images)

Poteva scegliere l’Australia, Massimiliano Rosolino, ma il cuore gli diceva sempre Napoli e Italia. Ha un che di simbolico il fatto che il suo oro olimpico sia arrivato proprio a Sidney. Fu tentata di seguire il cuore anche la stella francese Laure Manaudou, la fugace idea di prendere nazionalità italiana ai tempi della relazione con Luca Marin. Un caso diplomatico, più che sportivo, per il quale pare si mosse anche la politica. Ancora oggi – un esempio Jonathan Boffa, argento europeo a Londra con la 4x100 stile – l’Italnuoto annovera atleti dalla doppia nazionalità. Tracce d’italianità si trovano anche in molti stranieri. Brasiliani come Cesar Cielo, Bruno Fratus, Marcelo Chierighini. Il lussemburghese Raphaël Stacchiotti, la francese Béryl Gastaldello, il britannico Roberto Pavoni, l’argentino Santiago GrassiSanto Condorelli è americano e canadese, nato a Tokyo, ma nome e cognome tradiscono origini nostrane. Ma oggi si fa, forse, meno pressante l’esigenza di guardare altrove. Il movimento italiano appare notevolmente cresciuto, in quantità e qualità. Allargando il suo raggio d’azione in ogni stile e in tutta la penisola, sport e vanto unificatore. Passione instillata negli azzurri di oggi dai nazionali di ieri, italiani d’Italia e italiani del mondo.

moscarella@swimbiz.it