La solitudine dei numeri primi

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Oro e bronzo, ma i Magi del fondo portano anche tanto amore con loro sul podio...

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Da dove iniziamo adesso? Abbiamo lasciato qualche giorno fa lì in fondo, oltre il fondo. Trovate oggi gli aggettivi a questo trionfo, oro e bronzo. Due Re Magi, magia di fondo, Simone Ruffini e Matteo Furlan, primo e terzo, adrenalina distribuita in venticinquemila leghe sopra i mari, i laghi, i fiumi, oltre l’infinito della bracciata. Un viaggio fantastico, la storia meravigliosa e infinita nella solitudine, lì in mezzo all’acqua, dei nostri numeri primi. Bracciate che inseguono, storie scritte con la stilografica azzurra che come quando ti sposi sigla l’eterno che c’è in te. Lo avrà elaborato Ruffini in venticinquemila metri, oltre quattro ore di riflessione. Controlli la gara, imposti la marcia faticosa verso la vittoria e pensi all’amore.  L’Harry Potter del fondo , sguardo dolce e birichino - minuto nel fisico, ma persistente come il perlage del migliore prosecco - Ruffini ha scatenato tutto il suo cuore. Cuore e mente, romantico mix da gara e da podio, ti permette di vincere e di liberarti.  Cos’è l’eternità di un oro mondiale senza la più bella richiesta d’amore a una donna - anche lei atleta - per giunta compagna nella fatica della bracciata si senta rivolgere? Aurora Ponselè avrà già trovato l’aggettivo e la risposta dentro di lei, oltre il fondo, ne siamo sicuri. “Mi vuoi sposare?” lassù sul punto più alto del mondo, con un cartello di carta, il più antico e meno social. Ma il più bello quando, dopo la solitudine della bracciata, conti i numeri della tua impresa e imposti il lungo percorso del tuo futuro.  Con l’amore filo conduttore, sempre e comunque. Cosa sarebbe il mondo senza amore, venticinque chilometri dopo?
 
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