Le bianche scogliere di Andrea

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

Il commento del direttore: Andrea Oriana solo contro la forza e la natura della Manica. Una nuotata epica, perché il nuoto è anche e soprattutto questo...

Meno di ventiquattr’ore alla partenza a partire da oggi, domenica pomeriggio, 30 agosto. Con il mare spesso tempestoso dalle mille sfumature, che ha visto tanta storia passare tra i flutti delle sue correnti, dalle bianche scogliere di Dover a Calais. Trentotto chilometri a nuoto, in balia calcolata tra maree che ti stringono come sughero e il nero profondo che pare inghiottirti da un momento all’altro: una sfida certo, ma per Andrea Oriana è forse di più. E’ la filosofia oltre il limite del nuotatore, il raggiungere l’altra sponda seguito dal traghettatore, Simon Ellis, che ha solo il compito di dirti non come, ma quando forse la forza della natura ti dà quella chiave per aprire a bracciate la via. Già, la via acquatica, quella del 47enne comasco Oriana, uomo di piscina, campione e primatista a farfalla che fu dei duecento metri. Lo stesso stile dei delfini che forse sono gli unici a passare indenni da queste parti immersi nella centrifuga dello Stretto. Perché i trentotto chilometri sono il secondo tentativo per Andrea. Che in passato con il muro della marea che così - quasi all’improvviso - ti ributta indietro, si dovette arrendere. Che nuoto è, allora, questo?  Primordiale, libero, un po' estremo, che se vuoi fare le cose da regolamento, non puoi altro che metterti un costumino e pregare che i 17 gradi meno costanti in basso che tu possa immaginare - per le lunghe 11 o 12 ore - non ti rendano meno di un legno alla deriva. Da solo sarà Andrea, in mezzo al mare, mentre il mondo passa sotto il tunnel o sopra i traghetti. Che le onde le creano senza scomporre il suo limite.

Già, ma qual è il limite? Al telefono Andrea mi dice con una voce squillante, piena di energia “il coraggio di osare, di essere coraggiosi” e io solo al pensiero dal costumino e di tutto il resto in balia del freddo, penso che bisogni essere appunto primordiali, pieni di vera essenza del nuoto libero, free, lo stesso filo che ha contagiato Paltrinieri nella swimming freedom del fondo. Nuota, vivi, osa. Con un pizzico di sana follia nuotante che non guasta mai nelle lunghe imprese. Per la cronaca il costumino di Oriana lo ha prodotto Luis Laera, argentino di sponda italiana che del delfino ha fatto una storia nazionale, prima di divenire Ceo di Vadox. Le bianche scogliere di Andrea sono pronte al primo non fondista puro ma da piscina a tentare l’impresa con il motto che vale per tutti, nella vita ci vuole il coraggio di osare. In culo alla balena, caro Andrea.

zicche@swimbiz.it

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