Ledecky nervosa e sconfitta: stavolta il miracolo è di Ariarne Titmus

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Già in batteria, pur dominata, si vedeva nel suo sguardo che qualcosa non andasse. Occhi spalancati, denti stretti quasi a voler mordere qualcosa. Katie Ledecky non era convinta del suo tempo. E in apertura di finale, ai Mondiali di Gwangju, il linguaggio del corpo tradiva ancora nervosismo. Due anni fa fu Federica Pellegrini a fare il miracolo, e nessuno le toglierà il primato di prima donna capace di battere l'aliena. Stavolta tocca a una giovane, l'australiana Ariarne Titmus, che con apparente scioltezza mette la freccia in ultima vasca e vince in 3'58"76, record oceanico. Siamo solo all'inizio, ma un messaggio chiaro anche in ottica 200 e distanze lunghe - d'interesse rispettivamente, per Pellegrini e Quadarella - è chiaro: Ledecky non è più invincibile.

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