L’Europa premia l’Italia, da noi l’utopia della “Grande Koalition”

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
L'Europa parla italiano con nuovo presidente Len , Barelli. E in Italia? Confronto  tra due schieramenti più outsider.La Grosse Koalition non è forse la via nuova, ma può essere un 'occasione di dialogo post elettivo

Copyright foto: giorgio scala deepbluemedia-swimbiz

 In primis , i complimenti. E lasciatemelo dire, la grande soddisfazione di un italiano al comando della massima organizzazione europea degli sport acquatici. Paolo Barelli da ieri, sabato ,è presidente della Len. Con l’unanimità dei voti dei 51 paesi membri. Ecco, per un momento lasciamoci alle spalle tutta la campagna elettorale nostra, quella Fin delle elezioni prossime del 14 ottobre a Riccione e proviamo a  staccare un applauso bipartisan al senatore Barelli, almeno questa volta. Uniti,tutti, oppositori e fautori, nel segno della leadership italiana al comando della corazzata europa.E’ una carta importante quella giocata a Lisbona, quella di un presidente europeo italiano  che non potrà altro che fare bene al nostro intero movimento. Lì in Europa, che poi siamo anche noi e soprattutto noi, per passare il giorno dopo, subito da domani, al solito aspro e duro confronto all’italiana.Ieri ho letto un vivace e brillante editoriale del collega direttore Marcel Vulpis dell’agenzia di stampa SportEconomy, che di Swimbiz è partner dalla fondazione. Vulpis ipotizzava una “grosse Koalition”, mutuata dalla politica( forse perché il senatore Barelli è appunto, e anche, un politico del centro destra) nell’ottica forse nuova dello sport italiano di ragionare in termini di “bene comune”. In parole povere dice il collega direttore, provate a mettervi insieme vista la situazione di emergenza in cui gode la piscina( sì, perché tra nuoto di fondo e pallanuoto, almeno azzurro, le cose vanno più che discretamente bene). Proponendo a Barelli una ulteriore presidenza, la quarta, a patto che lo sfidante , l’avvocato Giorgio Quadri, si formi e agisca da vicepresidente nell’ottica di una futura staffetta. A parte caro Marcel che ci siamo dimenticati dell’outsider Paolo Colica, che è vero che non fa parte dei due grandi “partiti”, barelliani vs quadriani(ma poi non sono forse questi ultimi malagoniani?) ma che potrebbe forse , almeno per ventennale esperienza, dire la sua. Ma il punto è un altro. Il nuoto italiano forse non ha bisogno di una emergenziale “grosse koalition” ma di un innesto rapido di giovani forze , tecniche e come scrissi tempo fa, di dirigenza attiva. Vinca il migliore, secco alla votazione , questo mi sento di dire. Perché filo Barelli e filo Quadri non troverebbero certo una via “alla tedesca” nel clima infuocato di questi giorni, vedi querelle De Pascale –Quadri. Ma una volta eletto presidente, chi sia , faccia un gesto di distensione. Riporti magari al tavolo gli uomini migliori e le forze fresche fuori dal consiglio, anche dello schieramento opposto, nell’ottica del bene comune che si chiama non solo quadriennio olimpico, ma intero movimento, dai master per arrivare all’ultimo degli istruttori qualificati. La “grande koalition” è forse utopia sportiva in questo momento , ma certo può diventare una valida indicazione post voto nella condivisione del bene comune che è la tanto amata acqua azzurra
 
 
il link dell’editoriale di sporteconomy:
 
http://www.sporteconomy.it/Politica%26Sport+-+Elezioni+FIN%3A+serve+una+grande+coalizione_44677_14_1.html
 
 
zicche@swimbiz.it