L’Icona dei 200, distanza del Pianeta azzurro

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

Il commento del direttore: Fede-ricca dagli occhi(alini) blu, Margherita sulle ali dell’entusiasmo.

Copyright foto: Deepbluemedia

Due venete in finale, una di costiera e l’altra di collina, Venezia e Valdobbiadene. Una, Divina e scontata per l’ingresso e ricca di sorrisi . L’altra, ieri d’oro a Panziera con lo stile libero rovesciato, che poi è il dorso. Ma certo i duecento metri liberi hanno già uno spartito, quasi a senso unico nel pianeta azzurro. Che a Marte gli fa un baffo per dimensioni. Federica Pellegrini calibra la bracciata sulla distanza che l’ha resa sempre tale, quindi divinamente superiore sulla media e sull’eccellenza di chiunque altra nuotatrice pensi che a trent’anni -dopo che hai vinto tutto - magari la prendi più soft senza stringere troppo gli occhialini. Mai pensarlo, nemmeno accennarlo, peggio sussurrarlo, perché fino alla Fin Pellegrini sarà sempre quella corsia che accende tutti i bonus. Mano Divina e occhio impallato, dietro a quelli occhialini trasparenti. Notate bene sulla scia della telecamera. Come uno squalo che già pensa di divorarsi tutto. Pensiero stupendo in fondo alla vasca, anche per chi non la ama alla follia fuori la piscina, ma ammette che una così non può che essere Icona in costume di questa epoca. Icona che aspetterà il pomeriggio per sigillare l’ennesimo passaggio che porterà a una storia che sembra infinita, senza nemmeno una ruga d’acqua.

zicche@swimbiz.it

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