L’idea di Luis Laera “Una sede Fin in Argentina, per gli oriundi”

Il commento di Swimbiz: A Swimbiz.it l’x azzurro racconta il rapporto tra Argentina e nuoto italiano. Dalle grandi potenzialità…

“Difficile, ma non impossibile” così Federico Grabich riassume al quotidiano La Capital le speranze olimpiche del nuoto argentino a Rio 2016. Ai Mondiali di Kazan, sparigliò le carte con un bronzo nei 100 m stile libero. Tutti aspettavano il canadese Santo Condorelli, invece l’ex azzurro italo-argentino Luis Alberto Laera già a luglio a Swimbiz avvisava “E’ un po’pigro, ma ha uno stile incredibile. Se si mette sotto seriamente e si fa un po’ di muscoli, sarà da tenere d’occhio”. L’Argentina, terra di fondisti(leggi qui), nel nuoto in vasca guarda alla Spagna “Per ragioni linguistiche. Vanno 'di moda' gli allenamenti della Belmonte - e soprattutto - all’Australia, perché l’attuale direttore sportivo è Bill Sweetenham” uomo chiave nell’epoca d’oro del nuoto Aussie di Ian Thorpe e Grant Hackett. Ma l’Argentina è pur sempre la nazione che vide una delle più vaste immigrazioni d’italiani, dove la Fiat è ben radicata, come pure i più noti marchi di pasta e ristorazione italiana. Dove il vice presidente di cognome fa Michetti e il presidente Macri viene salutato dal Paese come speranza di rinascita “Anche per lo sport. E’ l’ex presidente del Boca Juniors, crede fortemente nei valori sportivi. Prima del discorso d’insediamento, ha giocato l’ultima partita a calcetto con gli amici”. Pertanto, non sorprende che “in Argentina ci sia molto interesse e attenzione anche per il nuoto azzurro”. Al punto che Laera da tempo propone “Di creare una sede distaccata della Fin in Argentina, per sfruttare l’enorme serbatoio di oriundi”  ma anche organizzare collegiali, scambi, interazioni. Certo, il bacino di praticanti (e quindi di talenti) del Belpaese si è allargato dai tempi in cui Alberto Castagnetti convinse l’italo-australiano Roberto Gleria a nuotare per l’Italia e provò a fare lo stesso con Ryan Pini, di Papua Nuova Guinea “Ma non vedo perché non sfruttare comunque questa risorsa, visto che si parla di vere discendenze italiane. La sede locale potrebbe essere data in gestioni a tecnici italiani, magari giovani, per far fare loro esperienza. Con la possibilità di aprire opportunità non solo sportive, ma anche imprenditoriali”.
 
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