L’Italia alle Olimpiadi? Missione ambiziosa, ma possibile

Il commento di Swimbiz: A Swimbiz.it il punto del responsabile Fin del synchro Antonio De Pascale alla vigilia del torneo pre olimpico.

Copyright foto: antonio de pascale

Squadra e doppio, è questo il binario olimpico del nuoto sincronizzato. L’Italsynchro non ha voluto lasciare nulla al caso ed è arrivata a Rio de Janeiro due settimane fa per acclimatarsi. Torneo pre olimpico, in palio i due pass per tornare a Rio, ma stavola a cinque cerchi “Per il doppio non dovremmo avere problemi – commenta a Swimbiz.it Antonio de Pascale, consigliere Fin responsabile del synchro, arrivato ieri in Brasile – Linda Cerruti e Costanza Ferro sono ancora giovani e alla loro prima Olimpiade, ma potremmo vederle salire una posizione del ranking”. Più ostico il compito per la squadra, con un regolamento che privilegia la diversità continentale alla qualità “Succede anche in altri sport, come basket o volley. Ne abbiamo fatto le spese nelle ultime due edizioni, ma ormai sappiamo che le regole sono queste – tre posti a disposizione – e due sembrano appannaggio di Giappone e Ucraina”. Ma il team del ct azzurro Patrizia Giallombardo è competitivo ed esperto “Dal 2013 allo scorso anno, l’Italia ha superato la storica concorrente canadese. Avvicinando la Spagna, che negli ultimi anni sta declinando. Batterle e andare alle Olimpiadi è un obiettivo ambizioso, ma possibile. Spagna che intanto, in patria regala flash a getto continuo per l’inedito duo Ona Carbonell-Gemma Mengual, anche quando si ‘allenano’ nella piscina dell’hotel. Un quadriennio olimpico, per l’Italia, affacciato sul mondo “Tradizionalmente eravamo un po’ ‘avari’ di partecipazioni agonistiche, salvo Olimpiadi, Mondiali ed Europei. Abbiamo aggiunto French Open, German Open e in un’occasione persino Japan Open – perché gareggiare molto all’estero – non solo accresce l’esperienza, ma è anche utile a farsi notare dai giudici internazionali. Guardando per un attimo oltre Rio Non vedo un problema di abbandono precoce nel synchro, almeno non ad alto livello. La Fin, anzi, ringrazia i gruppi militari che offrono supporto e stimoli anche ad atlete di lungo corso, allungandone le carriere – e non per questo – c’è un problema di ricambio generazionale. Anzi, da due anni il processo è già iniziato e, a metà tra nazionale juniores e assoluta, abbiamo una nazionale B”.

 

moscarella@swimbiz.it

 

L'Italsynchro a RIo de Janeiro
L'Italsynchro a RIo de Janeiro