Lo sport chiede più soldi? Cominciamo a usare i Fondi Europei

Il commento di Swimbiz: Su 140 richieste presentate nell'ultima "call", quasi nessuna è partita dall’Italia. Ma chiunque ambisca a portare più soldi e innovazione nel nuoto, può armarsi d’idee e presentare il suo progetto.

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Al centro, Sergio Facchini

Ogni quattro anni, l’Unione Europea analizza lo stato di salute degli Stati membri e mette a disposizione finanziamenti a sostegno di progetti volti a migliorarne le condizioni. Sport compreso. Ma nell’attuale programmazione Eacea, su 140 progetti presentati nell'ultima call, quasi nessuno è partito dall’Italia. Situazione impietosa, complice anche poca informazione, di un tema che dovrebbe invece interessare atleti, tecnici, dirigenti che lamentano i pochi soldi a disposizione. “Bisogna avere idee e presentare progetti innovativi” spiega Sergio Facchini, in passato collaboratore di Swimbiz.it e oggi membro di Europportunity Campania, associazione di Europrogettisti che promuove tali opportunità e aiuta enti pubblici e privati a preparare l’istruttoria per richiedere un finanziamento all’Unione. Può fare domanda un Comitato Olimpico, una Federazione, un ente pubblico nazionale, regionale, locale, ma anche un ente privato come una società sportiva e sì, anche un sindacato atleti.

 

Costi ammissibili

Le finalità dei progetti sono molteplici - esclusi i progetti d’impiantistica “Ma per quello l’Ue mette a disposizione altri canali attraverso enti governativi nazionali o regionali. Il noto accordo tra Istituto di Credito Sportivo e Anci , ad esempio, attinge a quei fondi” - ma si possono dividere in due gruppi. Convegni, workshop, scambio di buone pratiche e stage di formazione da una parte (fino a un massimo di 600.000 euro) e dall’altra l’organizzazione di eventi sportivi, finanziabili anche all’80% dei costi ammissibili “Ne ha beneficiato, ad esempio, la Spagna per gli ultimi Giochi del Mediterraneo – finanziati per il 70% dall’Ue - le prossime Universiadi di Napoli, di contro, non hanno fatto richiesta”. I progetti vengono valutati secondo una scala da 0 a 15 “Più è alto il punteggio, più è probabile che venga finanziato e sale la percentuale di costi coperti dall’Unione. A 15, il progetto è finanziato al 100% e così anche un’eventuale seconda edizione. Finanziamenti di questa portata rappresentano anche un incentivo per gli sponsor, perché si riducono per loro i costi da coprire, senza considerare la partnership prestigiosa e l’opportunità di ampliare il loro brand in un contesto europeo. La scadenza è ad aprile, ma è probabile che un nuovo bando sia aperto già il prossimo autunno.

Per maggiori informazioni: https://eacea.ec.europa.eu/erasmus-plus/funding/sports_2019_en

moscarella@swimbiz.it