Londra, una piscina europea che vale un’Olimpiade

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Parte l'europeo della piscina, tra temi in vasca e richiami olimpici. Passando per lo spirito di gruppo da cementare.

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Dicono che l’Europeo prima di un’Olimpiade abbia un sapore speciale, quello al doppio gusto della sfida sempre aperta in vasca per alcuni, e forse la voglia di coprirsi per altri. Sta di fatto che la vasca che si apre domani è già un punto di approdo in quel ciclone di sentimenti, di preparazione che è la prossima olimpiade. E per certi versi che la vasca abbia quel sapore olimpico, non è da imputare solo al fatto che in quella piscina nel 2012 sono andate in onda le Olimpiadi londinesi, che per noi sono state un crocevia soprattutto di sensazioni non del tutto positive.

Federica Pellegrini (LaPresse)
Federica Pellegrini (LaPresse)

Ma oggi il panorama è certo cambiato, la tranquillità pervade il nostro modo di vedere le prossime sfide con un occhio al podio che dà sempre quell’entusiasmo azzurro che ci pervade ogni volta che la nostra splendida nazionale fa capolino europeo. Primo fra tutti Gregorio Paltrinieri, l’asso che qui a Londra Olimpica si mise in luce, tra una spalla infiammata e un quinto posto che aggiornava il ranking mondiale, e già l’anno successivo a Barcellona andò a centro con una splendida medaglia di bronzo. Il resto della storia è l’attualità di una crescita tutta diretta verso Rio, e non ci stupisce che il buon Paltri la metta sul non sono in formissima e questo Europeo è un allenamento. Come vedremo Federica Pellegrini, che quest’aria di Londra, quattro anni fa, più che un fumo fu una nebbia (due quinti posti) che sta prendendo i colori e la maturità del dire non devo dimostrare nulla, ma i giochi senza di me è meglio non farli. E, occhio alla Fede, dietro o di fianco (scegliete voi,) c’è tutta la truppa dei richiedenti attenzione speciale, i vari Detti, Dotto, i Rivolta della farfalla, o l’Ilaria Bianchi  per parlare al femminile.

La foto d'apertura di "Une histoire d'hommes) (L'Equipe)
La foto d'apertura di "Une histoire d'hommes) (L'Equipe)

Sarà l’europeo della motivazione per tanti, ma sarà soprattutto l’europeo della staffetta 4x200 maschile, quella che deve trovare la via olimpica con la qualificazione, per non pensare alla velocità della 4x100 con i rebus applicati. E a proposito di staffette e spirito olimpico associato, leggevo un lungo reportage dell’Equipe, una Histoire d’Hommes, una storia di uomini. Analisi storica e per certi versi spy story della velocità francese, intrisa di richiami e di associazioni allo spirito di gruppo, alla forza e alla potenza che di una nazione che solo con una staffetta dà la vera dimensione del concetto di potenza natatoria. Per i colleghi dell’Equipe “Se la 4x200 stile rivela la forza di un Paese, la 4x100 stile è la gara che tutti sognano di vincere. E in tutto il flash back di vent’anni di potenza transalpina e di collettivo non sempre coeso e amalgamato, un paragone con le nostre vicende di staffetta pare d’obbligo. Lo spirito di gruppo parte da lì. La nostra croce ma anche la nostra delizia in “Quattro per” deve partire per forza da Londra europea, perché è proprio da lì che lo spirito di squadra olimpico troverà il suo punto di partenza: siamo l’Italia, forza ragazzi.

Clicca qui per leggere il reportage "Une histoire d'hommes" de L'Equipe

zicche@swimbiz.it