L’otto volante: Noemi Batki si qualifica anche alle World Series

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La maschera da sfinge che indossa sulla piattaforma si scioglie in un sorriso a fine gara. E' la sintesi perfetta dell'attuale Noemi Batki. Concentrata in gara, serena fuori. Come sembrano lontano le lacrime in anni recenti, la fatica mentale che ammetteva di sentire. Non era più la regina europea di Torino 2011, quella ragazza venuta da (poco) lontano, Budapest, a tingere 10 m d'azzurro. Ma guai a pensare a possibili ritiri, se c'è una cosa che questa Italtuffi sa fare è offrire tutte le condizioni per vivere carriere lunghe, aspettare i talenti, dar il tempo di riprendersi dai momenti difficili,. E Noemi è tornata.

 

 

Roma le fa bene, sembra davvero tornata una ragazzina. Non subisce più le gare, se le prende. Il sorriso complice di Domenico Rinaldi che ha raccolto il testimone da mamma Iby e la vede esprimere ad ogni salto quanto pianificato. Argento agli ultimi Europei, non c'è medaglia a questi Mondiali di Gwangju, ma la piattaformista azzurra riesce in ciò a cui ogni atleta dovrebbe aspirare, essere regolari e magari anche migliorarsi a ogni turno: 321.10 punti in eliminatoria, 328.60 in semifinale e oggi 32890. Andrà alle Olimpiadi, l'ottavo posto in finale (eguaglia il suo miglior piazzamento) le vale anche le World Series. Per ora può bastare, ma ora anche fuori dall'Europa sono tutti avvisati. Noemi è davvero tornata.

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