Magnini, le motivazioni dell’assoluzione: prove insufficienti a far ritenere violazioni

L'addio al nuoto di Filippo Magnini (Andrea Staccioli-Deepbluemedia/Insidefoto)

Copyright foto: Deepbluemedia

Per una volta, durante la lunga odissea legale in cui da tre anni Filippo Magnini si è trovato coinvolto, possiamo leggere subito le motivazioni di una sentenza. Fortunatamente quella più importante, nonché la più sperata dal due volte campione mondiale e da tutti i veri appassionati di nuoto. Nel suo breve comunicato stampa, la Court of Arbitration for Sport di Losanna motiva l'assoluzione dell'ex capitano azzurro, con relativa cancellazione della squalifica di quattro anni infertagli dall'antidoping di Nado Italia, rilevando che "Non c'era prova sufficiente a concludere che Magnini avesse violato il Codice antidoping".

Le motivazioni della sentenza del Cas di Losanna

 

In sostanza, quanto sempre sostenuto in questi anni dal Direttore di Swimbiz.it Christian Zicche che, basandosi su quel poco che delle indagini e intercettazioni emergesse nel frattempo su alcuni quotidiani, rilevava come tutto si basasse su un "Processo alle intenzioni" senza la 'pistola fumante' del caso:

 

Espressione presto fatta propria, pubblicamente, da Magnini stesso:

 

moscarella@swimbiz.it

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