Mamma, guarda come nuoto bene!

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

Il commento del direttore: Prime tifose e sempre (o quasi) presenti. Le mamme, se non loro, chi bordo vasca.

Copyright foto: Swimbiz.it

Questo Maracanà olimpico visto così, summa di colori dell’apertura dove tutti sfilano e per una notte si aspettano di vivere o vivono in cuor loro il vero senso dell’olimpismo: la fratellanza ,l’amicizia, la sportività, la spontaneità. Che belli i nostri acquatici azzurri, multicolor impettiti dietro le rigorose divise olimpiche. Ognuno con la sua storia, la sua passione, magari collegati via social a raccontare i mal de panza pre gara e certo il cambio di latitudini non sempre aiuta con i virus in agguato. Gli spontanei del social, gli spontanei dei messaggi vecchia maniera, quelli che il cartello: come non notare il Di Giorgio componente della staffetta 4x200, Alex dai lunghi travagliati anni agonistici ma alla seconda Olimpiade. Che è sempre un‘emozione alta , altissima, purissima che apre emozioni da album dei ricordi. Alex con la testa imbottita nel tricolore, un sorriso a testa alta che dice tutto sulla conquista olimpica, esibisce un “Mamma sono di nuovo qui“ con le freccette a mano che indicano il sacro suolo di Olimpia brasilera.

Debbie Phelps, madre di Michael (Getty)
Debbie Phelps, madre di Michael (Getty)

La mamma? Mirna conosciutissima nei paddock delle piscine, esponente di un parentado tifoso e sempre presente. Ma se sul marketing delle mamme più di una campagna olimpica si è fatta, la spontaneità del cartello fa onore al giovane virgulto. L’Olimpiade è, o dovrebbe essere, anche questo. Mamme, alle 18 iniziano le batterie. La mamma è sempre la mamma, come Phelps insegna, il primo cuore va sempre verso di lei.

zicche@swimbiz.it

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