Meeting internazionali? In Italia li abbiamo sempre saputi fare

Il commento di Swimbiz: Marketing, comunicazione, attrattiva per le aziende… tutto questo già esiste. Simone Palombi racconta a Swimbiz.it il forte impatto del meeting Tiro a Volo Nuoto nel panorama delle gare italiane e internazionali. E per attirare i top swimmers stranieri basta una parola: Roma.

Sarà l’anno delle novità, pare, nuovi circuiti che crescono come funghi e promesse di attenzione per marketing, comunicazione ecc. Tutte cose in cui l’Italia del nuoto non avrebbe nulla da invidiare. Difficile trovare oggi un meeting più suggestivo del Settecolli, ma già nel ’91 il Belpaese dimostrava straordinaria modernità: Guido Cuteri organizzò a Saluzzo, in Piemonte, un’indimenticabile manifestazione internazionale con tanto di tv, title sponsor conosciuto in tutto il mondo (Lavazza), e partecipanti del calibro di Mark Spitz e Aleksandr Popov. Scusate se è poco. E poi? E poi c’è il Meeting Internazionale Tiro a Volo Nuoto, che ormai fa scuola “Per livelli raggiunti, è forse ad oggi il meeting privato numero 1 in Italia - spiega a Swimbiz.it Simone Paolombi, tecnico del team capitolino – c’è attenzione per l’atleta e per la prestazione: navette tra hotel e piscina, batterie e finali, timing rispettato al minuto” il pubblico ridponde presente e gli atleti partecipano volentieri, senza necessità d’invito.

Federico Burdisso (Deepbluemedia)

Stasera il coach terrà un incontro dove illustrerà le opportunità del meeting per le aziende, proprio quello che si continua a chiedere per il mondo, con dichiarazioni e comunicati a mitraglia “L’anno scorso, col debutto dello streaming abbiamo fatto già più di 20.000 visualizzazioni” che ora si punta ad accrescere, tutto guadagno in visibilità anche per gli sponsor. Si parla poi spesso di marketing, ma cos’è se non la capacità di attrattiva? Basta dire Roma, e agli stranieri s’illuminano gli occhi, al pensiero di vederla “E nel nuoto questo effetto è amplificato da Roma 2009, che anche all’estero per molti restano i Mondiali dei sogni. E forse non sarò un manager in giacca e cravatta, ma Palombi si è ormai abituato a fare il frequent traveller, spesso in Inghilterra per monitorare i progressi del suo pupillo Federico Burdisso “E’ un’esperienza che lo sta rafforzando. Si abitua a viaggi frequenti – non solo tra Albione e lo Stivale, ma anche tra i meeting, gli ultimi a Ginevra e Lussemburgo - e a gestire se' stesso".

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