Mélanie Henique a Vichy, un anno dopo l’aggressione omofoba

Copyright foto: Myop

E’ il tradizionale ultimo test del nuoto francese, una sorta di Settecolli d’Oltralpe. Ma la farfallista francese Mélanie Henique mancò l’appuntamento dello scorso anno a causa dell’aggressione subita la settimana prima(leggi qui). Un attacco violento, al punto da farle perdere i sensi. E una Francia già sconvolta dall’attacco a Charlie Hebdo, scoprì quanto possa essere feroce l’omofobia.  Tutto scaturì dagli ennesimi insulti subiti da Henique in un locale di Amiens “Sul momento, mi sono detta di non replicare” ha raccontato ieri a L’Equipe. Ma non ne poteva più, non quando quattro uomini se la prendevano, gratuitamente, con tre ragazze. Dopo, la nazionale francese non ricorda molto a parte il suo naso rotto e la corsa al pronto soccorso. Tutto è stato così rapido, che non ha neppure potuto fare un identikit alla polizia “Avrei voluto che quegli uomini fossero stati ritrovatidichiara, amareggiata. Non era obbligata a rendere pubblica quell’aggressione “Non l’ho fatto per farmi conoscere. Ma per tutti coloro che subiscono aggressioni e non hanno l possibilità di dirlo” e per rivendicare il suo diritto ad essere quella che è.

L'ex campione olimpico di tuffi Greg Louganis (L'Equipe)
L'ex campione olimpico di tuffi Greg Louganis (L'Equipe)

Operazione mai semplice. Greg Louganis, mito dei tuffi americani, due anni fa raccontò allo stesso quotidiano(leggi qui) quanto sia stato duro per lui dover nascondere la sua omosessualità e sieropositività. Persino in uno sport tollerante come i tuffi, che in tempi recenti ricorda i coming out di Matthew Mitcham e Tom Daley, Louganis ammette che gli altri tuffatori “Me treitaient de pédé” una delle parole più offensive nella lingua francese.  Ma Mélanie Henique ha ricevuto anche messaggi di solidarietà, che la scorsa estate l’hanno spinta fino alle semifinali mondiali “Comunque un buon 50 m farfalla, ma senza quell’aggressione sarebbe potuta andare diversamente”. Stamattina era regolarmente in vasca a Vichy, dove ha timbrato il tempo più veloce nelle batterie dei 50 m farfalla (26”46). Perché, alla fine, tutto si riduce a questo: è la stessa persona di sempre.

moscarella@swimbiz.it

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