Mori d’America, aspettando alture italiane

"Ultimi allenamenti in palestra a Flagstaff. Ancora due giorni e scendiamo a Fort Lauderdale. Tutto ok, buon lavoro" scrive a Swimbiz.it il tecnico federale Stefano Morini. Moro Boys incanottati - Nba, of course - e sorridenti insieme al preparatore Marco Lancissi dopo la solita, dura preparazione in altura in Arizona. Pronti ora a svernare al livello del mare, prima del ritorno in Italia, i primi meeting e a marzo, finalmente, gli Assoluti Primaverili per un posto alle Olimpiadi di Tokyo.

E' la consueta routine di questo periodo dell'anno, che testimonia peraltro lo sforzo economico e organizzativo della Federnuoto - in Francia hanno quasi smesso d'investire, dopo il ritiro della generazione d'oro - che sostiene gli azzurri in giro per il mondo, dall'America a Tenerife, sino al Sudafrica. Mancanza di piscine coperte da 50 m sulle alture italiane, ripetono spesso i tecnici, che rende perciò necessari costosi collegiali all'estero. Peraltro per una struttura attrezzata si creerebbero nuove opportunità di turismo sportivo, con legioni di master pronte a pagare per emulare i loro beniamini(leggi qui).

Dovrebbe presto esserne completata una (Aquagranda) tra i monti di Livigno(leggi qui). Già un punto di riferimento per gli azzurri, dove il mese scorso si è allenato il gruppo dei velocisti. E che anzi, nei desiderata federali, diventerebbe un vero Centro Federale 'invernale'. A quel punto, davvero non vedremo più quelle lunghe alture in Paesi lontani, a cui ormai siamo abituati? Chiedetelo a quei volti sorridenti e ai loro allenatori.

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