Il Moro di mezza estate

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
L’intenso bordo vasca preolimpico è anche una questione di Moro. Il nostro primo allenatore dai cronometri pronti per l'Olimpiade nella Coverciano del nuoto che è Ostia.

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C’è aria frizzantina bordo vasca. Senza scomodare la calura estiva che riscalda tutto, acqua. pensieri e sentimenti con un minimo di brezza, a Ostia si nuota sul velluto rosso di un entusiasmo dalle mille bolle blu. “La prossima volta faccio pagare il biglietto per vedere  i miei allenamenti al centro federale”  chiosa il toscanaccio dal cronometro intenso, quello Stefano Morini detto il Moro che se non facesse (bene) l’allenatore avrebbe un posto in prima fila all’Opera. Sul palco acquatico di casa azzurri (il polo multifunzionale che è il centro federale, piscina  e casa albergo)   il Moro si muove con la consuetudine della prima stella, e sicuro si ripeterà quel mantra livornese che lo ha decretato il primo tra gli allenatori, head coach come ama definirsi, e in effetti lo è con il calcolo di cotanti risultati dei suoi campioni. Insomma mi sorge il dubbio che al prossimo giro mi tocchi pagare veramente il biglietto per vedere le meraviglie in allenamento (Paltrinieri e Detti).

Ma soprattutto vedere lui, che si muove in pantaloncino rosso modello torero, sarà che è di marca Arena, cronometro in alternanza al suo secondo (Christian Galenda, ex azzurro veloce “Moro prendo io il tempo?”) la matita sul tavolino , il quaderno nero con la gomma semidura e lo scatolino trasparente per fare la punta (alla matita). C’è un misto di artigianalità retrò e competenza da numero uno nella pratica allenante in tutto il palco del Moro: come si muove, la gestualità e l’attenzione che non gli riservano solo i suoi atleti. Attenzione che in questi giorni divide la vasca con gli altri colleghi (Claudio Rossetto, Mirko Nozzolillo, Luca Corsetti) impegnati ognuno coi suoi azzurri. Anche se poi tutti quelli che passano da queste parti si mettono in platea (sotto il grande ombrellone) per assistere e sbirciare guarda caso quanto di portentoso esce dai passaggi allenanti del Morini. “Ci vediamo a ottobre” dice mentre esco, giornalista vil razza dannata come scrisse Gustave Flaubert e magari nella tensione preolimpica lo pensa pure lui che adesso ha giustamente il sotto carico olimpico. Ma mi prenoto per i biglietti, perché con il Moro è sempre spettacolo.

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