Nicosia, il nuoto dei poeti: i grandi del Sud, Castagnetti nuotatore e… un sacerdote come allenatore

Il commento di Swimbiz: Alle radici di quello che è oggi il nuoto italiano. A Swimbiz.it l’ex azzurro Pippo Nicosia racconta un pezzo di storia della sport. E uno spaccato dell’Italia anni ’60.

Pippo Nicosia con l'ex Presidente Fin e Len Bartolo Consolo

Se pensate che oggi il nuoto sia duro, immaginatelo nell’Italia anni ’60. Il treno ci metteva un giorno ad arrivare alla sede degli Assoluti, con i ragazzi costretti a dormire sulle panche (di legno) o in corridoio. “L’unica piscina della città era 50 mx10… con acqua di mare. E senza occhialini, sono diventato miope” racconta a Swimbiz.it Pippo Nicosia. A soli 16 anni, in un’epoca di emigrazione, partì dalla sua Milazzo per nuotare a Roma tra i grandi dell’epoca e diventare un azzurro, tra Coppa Europa e Sei Nazioni.

Persino l’Acqua Acetosa non era il centro olimpico che è oggi “E il liceo era a 10 km di distanza. Ci andavamo in taxi e, salvo il primo anno, pagavamo noi. Fu allenato “Da Dick Beaver, primo coach americano in Italia – poi dal grande ‘Bubi’ Dennerleintostissimo… ancora oggi, se vedo una sua foto ho i brividi. Non avevamo neppure figure come lo psicologo e per chiamare casa, dovevi attendere che una segretaria ti passasse la linea. Troppo per un ragazzo così giovane, seppur dotato al punto che lo stesso Bubi lo immaginava già alle Olimpiadi di Monaco, e nel ’70 Pippo decise infine di tornare in Sicilia. Oggi gli stessi tecnici sono un po’ psicologi o… confessori “Il mio allenatore a Milazzo era davvero un sacerdote.

Eppure, Nicosia ricorda con nostalgia quell’epoca “Un nuoto poetico. I campioni si distinguevano maggiormente. Per talento, classe, testa... tutto”. Venivano da tutta Italia. Michele Garufi e i Sacchi da Milano. Il romano Pietro Boscaini, col quale la sorte fu crudele “Lui nuotatore, morì in uno spazio d’acqua ridotto, credo per una sincope”. Ma anche il Sud aveva i suoi talenti Antonio Attanasio da Napoli. Ladislao Palumbo da Salerno e Michele D’Oppido dalla Calabria, che poteva essere ‘il Rosolino’ della sua epoca. Due farfallisti così non li ho più visti. Con una testa diversa, chissà dove sarebbero arrivati”. E un ragazzo di Verona, Alberto Castagnetti, che da tecnico avrebbe cambiato per sempre il nuoto italiano. Nuotava anche negli Usa, dove spesso lo raggiungeva un velocista romano, l’attuale Presidente Fin e Len Paolo Barelli.

Pippo Nicosia oggi

Col passare degli anni, Pippo Nicosia si è riavvicinato al nuoto “Ho anche una squadra dove alleno, Nuoto Milazzo - la piscina non è più ad acqua di mare, ed è coperta – qualche impianto in Sicilia c’è, manca forse la cultura del nuoto agonistico. Spesso i genitori sono più preoccupati del lato economico”. Ma il giovanissimo Riccardo Laquidara inizia a farsi notare “Nel delfino” come si diceva una volta. In fondo, anche in tempi più recenti l’isola si è tinta di azzurro: Piermaria Siciliano, Luca Marin, Gianluca Maglia… e il Sud agogna nuovi campioni a traino del movimento.

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