Non tutti i mali vengono per nuocere

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Non è mai semplice gestire un infortunio. Ti alleni (leggi: ti fai il mazzo), mangi, dormi, vivi da atleta e poi track, arriva la tegola in testa. E più che reagire, tocca rielaborare: c’è chi rifiuta, chi lo accetta, chi si dispera, chi divaga… “Ma da un infortunio, paradossalmente si possono anche trarre benefici” spiega a Swimbiz.it Paolo Benini, psicologo che segue il gruppo azzurro del Centro Federale di Ostia. Ovviamente non s’invita qui all’autolesionismo “Parliamo qui di piccoli infortuni, che vanno adeguatamene gestiti – potrebbe essere il caso di Gregorio Paltrinieri dieci giorni di stop sono in fondo poca cosa” soprattutto se non sono vissuti con angoscia. E Greg ha dimostrato ampiamente la sua forza mentale “Ma pensiamo anche un Detti o a uno Scozzoli – certo, nel loro caso l’infortunio era più serio e il recupero più lungo – ma entrambi, come Gregorio, avevano già vinto in passato, erano tutti già solidi, in fiducia”.

Quali possono essere dunque, questi effetti positivi? “Introdurre piccoli stress, che modifichino leggermente l’abituale andamento organico di un atleta, possono rafforzare una persona”. Gli sportivi, lo ripetono spesso, cercano continuamente nuovi stimoli “La routine fa bene a tutti, ma introdurre piccole variazioni – persino quelle derivanti da cause esterne, come in questo caso – possono portare benefici prestativi inaspettati”.

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