Nouvelle vague: il nuoto francese non è morto e ammira l’Italia (e si vede l’ex Ct Domenech)

Il commento di Swimbiz: Uno strano regolamento (tempi limite in batteria anziché in finale), un ranista sotto al minuto e la nuova velocità. Il nuoto francese prova a rialzarsi, imparando anche dagli azzurri.

Copyright foto: L'Equipe

Col ritiro di Camille Lacourt ai Mondiali dello scorso anno, si è chiusa un’epoca d’oro per il nuoto transalpino(leggi qui). Ma nella Francia macroniana c’è voglia di rispolverare la grandeur, di camminare (o nuotare) a testa alta. E più di qualcosa si sta già vedendo ai campionati nazionali, in corso a Saint-Raphaël, non solo da stranieri celebri come la fondista olandese Van Rouwendaal o il mistista svizzero Desplanches.

Mehdy Metella (L'Equipe)

Ora anche loro hanno un ranista sotto al minuto nei 100, il classe ’95 Theo Bussiere, con un 59”46 che vale il record “E’ pericoloso – avvisa a Swimbiz.it Michele Garufi, ex dorsista azzurro e oggi manager, presente sugli spalti della piscina Alain Chateigner – bene Charlotte Bonnet, anche in una distanza non sua come i 50, e la Gastaldello sotto i 28” nei 50 dorso”. Ma se dici nuoto francese, il primo pensiero va alla 4x100 stile maschile. A complicare l’analisi è “Un regolamento strano: i tempi limite per qualificarsi in nazionale, anziché in finale, vanno nuotati al mattino. L'idea, peraltro, sembra non dispiacere anche in Italia. E i tempi del mattino dicono Metella 48”42, Stravius 48”88, Mignon 49”36, Grousset 49”57 (con l’algerino Sahnoune 49”02) “E sono tempi nuotati oggi, a maggio…” dunque occhio a sottovalutare i transalpini.

 

 

Ma c’è anche tanta voglia d’imparare, in questa nouvelle vague del nuoto francese. E l’esempio a cui guardano è “L’Italia. Quando li ascolti parlare del nostro nuoto, senti che lo ammirano davvero”. L’ha dimostrato Damien Joly, che quest’anno è andato a Ostia per allenarsi con Detti e Acerenza sotto Stefano Morini, e ai campionati nuota con facilità sotto i 15’04 al mattino i 1500 stile, insieme a David Aubry. Per il resto, si dimostra come sempre dominante il sud della Francia (Nizza, Montpellier, Marsiglia, Amiens, Antibes…) con eccezioni come Mulhouse e una Parigi ancora periferica. E a proposito di Francia-Italia, sedeva sulle tribune anche Raymond Domenech, Ct della Francia nella finale dei mondiali di calcio del 2006, per assistere al debutto della figlia Victoire nel nuoto dei grandi:

 

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