Nuoto a caro prezzo, Swimbiz rilancia: portiamolo a scuola

Il commento di Swimbiz: I costi sono alti, ma il valore sociale impagabile. Per questo Swimbiz propone nuovamente di rendere il nuoto obbligatorio a scuola.

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Spetta purtroppo al nuoto il primato di sport più costoso da praticare in Italia. O almeno, questo è ciò che emerge da uno studio dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori pubblicato oggi dalla Gazzetta dello Sport "Per un corso in piscina bisogna sborsare almeno 750 euro annui, a cui vanno aggiunti 115 euro per l'attrezzatura - per non parlare dei costumi hi-tech - e circa 55 euro d'iscrizione, per un totale di 920" con le possibili eccezioni e differenze del caso. Lo studio ricorda come sia possibile, nella dichiarazione dei redditi "Detrarre il 19% per i ragazzi tra i 5 e 18 anni, per un importo massimo di 210 euro" ma il peso resta comunque consistente e rischia di disincentivare le iscrizioni.

Ringraziando quello che da sempre è il maggiore sponsor del nuoto italiano, l'Associazione Pediatri che sempre lo consiglia alle famiglie, Swimbiz.it rilancia al Sottosegretario Giancarlo Giorgetti la proposta di rendere obbligatorie a scuola le lezioni di nuoto, rendendo standard ciò che oggi si fa in pochi contesti:

 

E per i più piccoli, pensare persino di rendere le piscine ambienti idonei a farne dei veri asili acquatici. Previo, ancora una volta, un contemporaneo potenziamenti dell'impiantistica:

 

Ricordando, come sempre, che il nuoto ha un'importanza sociale fondamentale per la salute e la salvaguardia del cittadino.

moscarella@swimbiz.it