PARIGI, L’ITALIA È LA REGINA D’EUROPA: QUADARELLA FIRMA LA TRIPLETTA, I CENTESIMI NEGANO DUE ORI

Parigi chiude il sipario e l’Italia esce dall’acqua con una corona. Non soltanto per il numero delle medaglie, non soltanto per i venti podi conquistati, ma perché è la Nazionale azzurra a vincere la classifica per Nazioni della 38ª edizione dei Campionati Europei. Un titolo che racconta meglio di qualsiasi medagliere la profondità, la continuità e la forza del movimento italiano.

E in cima alla festa c’è lei, Simona Quadarella. Infinita, ostinata, ormai iscritta nella storia. La romana completa la sua terza tripletta europea: 400, 800 e 1500 stile libero. Era già accaduto a Glasgow 2018 e Budapest 2021. Adesso succede ancora, a Parigi. Tre ori che diventano undici medaglie d’oro individuali agli Europei in vasca lunga: nessuna nuotatrice italiana ha mai fatto tanto.

Il terzo oro arriva nei 400 stile libero, e ha un sapore quasi cinematografico. Quadarella non sembrava la favorita della vigilia, ma negli ultimi cinquanta metri cambia marcia, mette la gara nelle proprie mani e chiude in 4’01”34. Un tempo straordinario, nuova migliore prestazione italiana in tessuto, cancellando il 4’01”97 di Federica Pellegrini nuotato ai Mondiali di Shanghai 2011. E soprattutto oltre due secondi limati al suo precedente personale.

La fotografia più bella? Quel 29”28 negli ultimi 50 metri. Non si prepara, non si programma. Si tira fuori quando serve. Quando una campionessa decide che è il momento di diventare ancora più campionessa.

«Non pensavo proprio di vincere questa gara», racconta Simona. E invece eccola lì: ancora una volta davanti a tutte. Il mezzofondo europeo parla italiano. E parla Quadarella.

Ma questa ultima giornata ha anche un altro filo conduttore: il centesimo. Quello che può trasformare un oro in un argento senza cambiare di una virgola la grandezza di una prestazione.

È successo a Benedetta Pilato, seconda nei 50 rana in 29”94, appena un centesimo dietro alla lituana Ruta Meilutyte. È successo anche a Thomas Ceccon, argento nei 100 dorso in 52”28, ancora una volta per un solo centesimo, alle spalle del greco Apostolos Christou.

Due ori sfumati sul filo di un battito di ciglia. Ma due argenti che valgono oro per quello che raccontano.

Pilato torna sul podio europeo della distanza e conferma una volta di più la propria solidità internazionale. Ceccon, campione olimpico e primatista del mondo, chiude secondo una gara che lo aveva visto al comando nella prima parte. Il centesimo, questa volta, gli gira le spalle.

E poi ci sono le staffette. Altri due argenti, altre due fotografie di un’Italia che non smette di costruire futuro.

La 4x100 mista femminile di Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci è seconda in 3’53”60, ma soprattutto firma il nuovo record italiano, cancellando il precedente di Tokyo 2020. Curtis apre con un pazzesco 58”43, nuovo record italiano dei 100 dorso.

Una staffetta giovane, ambiziosa, affamata. E con la sensazione che questo argento possa essere soltanto l’inizio.

Argento anche per la 4x100 mista maschile con Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio. 3’28”86, dietro agli Atleti Neutrali. Ancora una volta l’Italia sul podio continentale, per la terza edizione consecutiva.

E allora il bilancio di Parigi non può fermarsi alla somma delle medaglie.

Sei ori, otto argenti e sei bronzi. Venti podi complessivi. Seconda nel medagliere, ma prima nella classifica per Nazioni. La Gran Bretagna chiude davanti per numero di ori, ma l’Italia è quella che porta più atleti sul podio e conquista il riconoscimento più significativo della propria compattezza.

È una Nazionale che ha confermato i suoi campioni e scoperto nuove frecce. Ha avuto le certezze di Martinenghi, Ceccon, Pilato e Quadarella, ma anche la crescita di Curtis, le staffette, le prestazioni di Razzetti e le nuove energie della velocità.

E in fondo c’è una parola che accompagna tutta questa spedizione: continuità.

Quadarella continua a vincere. Ceccon continua a stare davanti. Pilato continua a salire sul podio. Le staffette continuano a essere protagoniste. I giovani continuano ad arrivare.

A Parigi, dunque, l’Italia non ha semplicemente raccolto medaglie.

Ha vinto l’Europeo delle Nazioni.

E mentre Simona Quadarella si mette al collo la sua undicesima perla, resta un pensiero: se due ori sono scivolati via per un centesimo, forse è proprio quel dettaglio infinitesimale a raccontare quanto questa Italia sia stata vicina alla perfezione.

La regina d’Europa, però, è azzurra.

palazzo@swimbiz.it

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