Parigi non smette di parlare italiano. E nella penultima giornata degli Europei arriva un’altra pagina pesante di storia azzurra: quattro medaglie, tre individuali e soprattutto una conferma. L’Italnuoto non è più soltanto una presenza da podio: è una certezza che continua a mettere medaglie nel salvadanaio europeo.
La copertina è tutta per Nicolò Martinenghi, che nei 50 rana fa ancora centro. Dopo l’oro nei 100, Tete si prende anche la distanza più veloce in 26”57, precedendo proprio Simone Cerasuolo, argento in 26”62. È una doppietta azzurra che racconta una rana italiana profondissima, capace di piazzare due uomini sul tetto d’Europa. Martinenghi conferma ancora una volta quella capacità quasi chirurgica di arrivare pronto quando conta davvero. Cerasuolo, dopo aver impressionato nelle batterie e in semifinale con il record italiano di 26”20, si prende comunque un argento pesantissimo.
Poi arriva Anita Gastaldi. E qui il sorriso diventa sorpresa, orgoglio, consacrazione. La piemontese nuota un enorme 2’10”07 nei 200 misti, nuovo primato personale, e conquista l’argento europeo alle spalle dell’irlandese Ellen Walshe. Un salto di qualità netto, quasi un manifesto: il talento, quando trova fiducia e continuità, prima o poi presenta il conto.
E poi c’è lei, Sara Curtis. Instancabile, quasi indomabile. La diciannovenne di Savigliano sale ancora sul podio, questa volta nei 50 stile libero, con un 23”99 che vale il record italiano. È la quinta medaglia di un Europeo semplicemente straordinario: oro nei 50 dorso con record del mondo, argento nella 4x100 stile libero, bronzi nei 100 stile, nella 4x100 mixed e ora nei 50 stile. Un bottino che racconta molto più delle medaglie: racconta una campionessa che sta imparando, gara dopo gara, a stare stabilmente dentro l’élite mondiale.
Ma la serata di Parigi aveva preparato anche qualcosa di enorme. I 1500 stile libero maschili sono diventati una pagina di storia.
Il tedesco Johannes Liebmann, appena 19 anni, ha demolito il record del mondo con un irreale 14’26”79. Un tempo che cancella il 14’30”67 di Bobby Finke e porta il mezzofondo in una nuova dimensione: per la prima volta un uomo scende sotto il muro dei 14’30”. Alle sue spalle l’ungherese Zalán Sárkány in 14’39”45 e il tedesco Oliver Klemet in 14’40”64.
E qui c’è anche un pezzo d’Italia, perché Luca De Tullio chiude quinto in 14’54”78. Non è il podio che avrebbe voluto il barese, ma è una finale europea di altissimo livello, trasformata in una gara storica dal capolavoro di Liebmann. E il record mondiale ha anche un sapore italiano: il nuovo primato europeo cancella infatti il 14’32”80 di Gregorio Paltrinieri, nuotato a Budapest nel 2022.
È una Parigi che continua dunque a tingersi d’azzurro. Martinenghi, Cerasuolo, Gastaldi e Curtis aggiungono quattro medaglie. Razzetti sfiora il podio nei 200 farfalla, ma si prende il record italiano in 1’54”23. De Tullio entra nella storia da testimone privilegiato di un record del mondo mostruoso.
Unica nota decisamente negativa la brutta e, sotto certi aspetti, incomprensibile gara della staffetta 4 x 200 stile mixed, ultima nella finale con una formazione che, come ha sottolineato in telecronaca Luca Sacchi, autolesionistica.
Aveva senso far nuotare in prima frazione Filippo Megli (1'47"11), ma utilizzare Jacopo Barbotti, reduce da un tostissimo 200 mix che nuota in 1'50"84, non è comprensibile. Poi Anna Chiara Mascolo (1'58"66) e Bianca Nannucci (1'59"09) si spengono inesorabilmente,visto il distacco accumulato chiudendo in 7'35"70, credo che il settore tecnico questa volta non abbia “azzeccato” la migliore formazione.
E poi c’è Ceccon… ascoltando le dichiaraIone post 100 dorso rilasciate a Sky, mi costringe a sospendere il giudizio,
E domani c’è l’ultimo atto.
Ma questa Italnuoto, ormai, ha già lasciato il segno.
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