Pellacani grande a metà, ma il tempo è dalla sua

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Stavolta era da sola. Non la spalla, perfetta peraltro, di una piattaformista esperta come Noemi Batki, o 'socia alla pari' di Elena Bertocchi, lo scorso anno da oro europeo dal trampolino. Stavolta era solo lei, Chiara Pellacani, 16 anni di giravolte e duttilità, unica azzurra alle semifinali mondiali di Gwangju. Per 3/5 di gara dimostra un'invidiabile freddezza, mentre attorno a lei tutte sbagliano, è e vede qualifica mondiale e pass olimpico a portata. Ma anche l'emozione ha voce. Sbaglia il rovesciato, scivola molto indietro in classifica. Sa che ha un'ultima possibilità, forza sul ritornato, alla ricerca di un tuffo che convinca i giudici, ed esagera finendo abbondante. Mani in testa, quasi in sincro, sia per il Ct Bertone sia per il  tecnico Rinaldi, che sanno quanto ci sia andata vicina.

Diciassettesima alla fine (275.10), appena 11 punti dall'ultimo treno utile per la finale, 11 punti che scioglie in lacrime, ma anche in una lucida compostezza ai microfoni Rai. Matura in gara, matura fuori, oggi non era forse ancora il suo tempo. Ma a 16 anni, a braccetto col talento, è il suo migliore alleato.

 

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