Perché il caso Sun Yang può creare un precedente, qualunque sia la sentenza

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Mack Horton si scosta da Sun Yang e Detti, per protesta nei confronti del cinese, ai Mondiali 2019

Molto spazio, sui quotidiani odierni, viene dedicato alla versione della difesa di Sun Yang, nel processo di ieri alla Court of Arbitration for Sport di Losanna che dovrà stabilire se il pluriolimpionico abbia commesso un'infrazione durante il test antidoping a sorpresa occorso nella sua residenza nel settembre 2018.  Durante gli scorsi Mondiali, in pieno  bailamme per la silenziosa protesta sul podio di Mack Horton e Duncan Scott contro il cinese, ben pochi furono invece i media - l'australiana Abc ad esempio, come riportò Swimbiz.it(leggi qui) - a sottolineare che quella sera, nella versione di Sun e del suo entourage, si rilevassero comportamenti strani da uno dei due assistenti del funzionario incaricato, peraltro non la Wada, ma l'agenzia indipendente Idtm che per l'antidoping mondiale presta servizio, come fare video o scattare foto. E che l'affaire delle provette - posto che arrivare a spaccarle sia comunque esecrabile, come evidenziò già il Fina Doping Panel - sia iniziato, sempre da loro versione, quando tale assistente non ha potuto esibire documenti di autorizzazione personale.

Un punto non banale, perché proprio su questo hanno insistito ieri le due parti. E che, da dichiarazioni dei rispettivi avvocati, potrebbe creare un precedente per il futuro, in caso di controlli antidoping "problematici" come questo. Un atleta che abbia dubbi sull'adeguatezza di un controllo - a patto ovviamente che tali dubbi siano suffragati da fatti concreti  - può rifiutare di sottoporvisi? Oppure, come ha più volte ribadito ieri la Wada, l'atleta deve comunque completare il controllo, consegnare i campioni di sangue e urine, e solo dopo contestarne per via legale la validità? Nello sport si ricordano già casi di controlli antidoping rifiutati e contestati. Nel 2005, dopo il match Roma-Milan all'Olimpico, gli ex calciatori rossoneri Gennaro Gattuso e Roberto Pancaro non si sottoposero al prelievo del sangue per i test anti Epo. Gattuso motivò la scelta con le cattive condizioni igieniche della sala preposta e la presenza di persone non autorizzate. E ancora, è sufficiente una lettera di autorizzazione per l'agenzia incaricata del controllo? O servono identificativi personali precisi, assistenti compresi, come per un poliziotto che bussi alla porta di casa e, per qualificarsi come tale, esibisca il distintivo? Il Cas dovrà stabilire proprio questo.

moscarella@swimbiz.it