Punto Acquatico : Mamma mia Sara Curtis, che doppio giro del mondo

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

 

Da non crederci, ma poi apri gli occhi e la vedi, quasi al rallentatore, fotogramma dopo fotogramma. 

La vedi  Sara e la rivedi , questa sua magia doppia in cinquanta metri, che è esattamente una vasca filo filo, da una parte all’altra. Ieri era una semifinale, e il record del mondo ha fatto la sua comparsa. Così all’improvviso, come d’altronde deve essere. Splendido, non previsto, da bloccare il fiato. Colpo di bracciata a dorso geniale che arriva sulla piastra come un turbine.Turbine di una ragazza della provincia piemontese con un sorriso a trentadue denti, e la grinta di un katerpillar che ha diciannove anni pulsa dentro una classe immensa. Che si rivela arrembante una vasca dietro l’altra, che risucchia tutto e tutte. E così, oggi, la finale. Dove nulla è mai scontato, anche se porti in dote dal giorno prima quel WR che fa esattamente il curriculum che ti rappresenta, ma certo non intimorisce le avversarie. Come riavvolgere il nastro. E dire sono sempre io, ma in un tempo diverso. E allora piedi puntati sul device, che li accoglie mentre le braccia si distendono, mentre le mani abbracciano  il blocco di partenza. Un momento di carico e via, il mulinare sincopato delle braccia, le gambe a mò di timone che a malapena raggiungono il ritmo degno delle pale di un mulino impazzito che sono braccia e mani in presa all’unisono. Sara si allunga, si distende sembra prendere un’accelerazione massima, lo stringinaso impedisce che il ritorno dell’acqua entri nel naso. Tutto in ventisei secondi e 56, un altro record del mondo all’improvviso, doppio giro del globo terracqueo in meno di due giorni. Mamma Miriam balla in tribuna, e il papà frastornato  che sembra in preda a una doppia botte di Barbera non ci capisce più nulla parte due. Ma è tutto vero, la nuova divina del nuoto italiano è a voi servita.

“Il record vero è quello che sai rifare” come dice Paolo Benini, mental coach del nuoto.

Che acqua, ragazzi. Ed è solo l’inizio.

zicche@swimbiz.it

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