Quindici medaglie mondiali. E ora non è solo Swimbiz a definirci popolo di nuotatori

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Quindici medaglie, appena una in meno rispetto a due anni fa, e già allora fu record. Unico sport a secco i tuffi, ma età e talento degli eredi di Tania Cagnotto (ci proverà per Tokyo?) sono decisamente dalla parte dell'Italia. Nella pallanuoto, per un Setterosa fermato ancora dall'Ungheria c'è un Settebello gigantesco, al quarto oro mondiale e già qualificato per le Olimpiadi. Qualifica centrata anche nel fondo da Paltrinieri, che lavorerà per gestire le energie tra vasca e mare, Mario Sanzullo, e dalla solita certezza, Rachele Bruni, dalla parte delle donne. Tre pass, forse, persino più importanti delle altrettante medaglie conquistate, splendide come solo la fatica sa renderle, della stessa Bruni, di Alessio Occhipinti e staffetta. C'è la conferma di Giorgio Minisini nel synchro - e stavolta c'è gloria anche per la squadra - e col saluto di Manila Flamini, parte un nuovo progetto misto ancora tutto da scoprire, aspettando che il Cio capisca quanto la specialità possa dare anche alle Olimpiadi.

E poi, e poi c'è il nuoto, che fa persino meglio rispetto a Budapest 2017. Ancora tre gli ori, e ci torneremo su, con Simona Quadarella (pure argento negli 800) a dare il cambio a Detti (bronzo nei 400), ed entrata in una dimensione letteralmente mondiale, ma salgono di quota gli argenti. E poi il bronzo di Martina Carraro, in una rana mondiale con spazio per emergere, l'età media del gruppo che si abbassa, i podi accarezzati da staffetta veloce e pesante al maschile - è mancata solo la mista, ancora croce azzurra - dal millennial Federico Burdisso e da Elena Di Liddo. A proposito, quanta Puglia quest'anno, pensando anche a Marco De Tullio e Benedetta Pilato, con la funambolica ranista d'argento che ora dovrà trasformarsi in centista per un programma olimpico ingrato che nega lo spettacolo dei 50. E ovviamente loro. Il già citato Gregorio Paltrinieri, che per un 1500 e una 10 km parecchio affollate trova una super prestazione negli 800, con titolo condito da record europeo. E Federica Pellegrini che come il buon vino migliora a ogni edizione e brama il colpaccio olimpico.

Tante, tantissime medaglie ed emozioni, tanti i temi e gli spunti, anche qualche brutto ricordo - fortunatamente solo spavento per le pallanotiste presenti al tragico incidente occorso due notti fa in un locale di Gwangju - e il countdown olimpico già iniziato. Dal 2000 siamo diventati popolo di poeti, santi e nuotatori va ribadendo da anni il Direttore di Swimbiz.it Christian Zicche. Ci allieta leggere ora la medesima espressione su altri giornali, dal Messaggero al Fatto Quotidiano, e forse iniziano a capire anche loro che quello del nuoto - anzi, dell'acqua - non è solo un momento felice, ma una un ventennio di successi e di crescita in ogni senso.

moscarella@swimbiz.it