Rachele Bruni “Renzi? Non mi ha chiamato”

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Un personaggio in un piatto. Spirito libero per un nuoto senza muri e barriere, e dietro l'angolo Rio Olimpica…

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Quanto vale una coppa del Mondo? Tanto, tantissimo, roba da diecimila baci dispensati ogni bracciata.  Li prendiamo tutti grazie, con gioia e simpatia. E’ felice, non chiedeteglielo però al Primo Caporal Maggiore, dove il prefisso Primo sta a significare, per noi, che Rachele Buni è lì, in cima al mondo, non a caso. Non t’inventi niente nel mestiere più difficile in acqua, quel fondo sbarazzino che spesso ti cambia le regole d'ingaggio. Freddo-caldo, corrente da spezzarti le reni, onda e schiuma, se sei militare e caporal maggiore sembra più un corso di addestramento per navy seals della bracciata. Certo quando non lo “snaturi” come fu a Londra Olimpica nel bacino artificiale extra calmo, o nelle anse dei porti, meno natural del consentito. Su adesso c’è Rio, il suo mare, la sua schiuma, magari non il massimo della brillantezza acquatica, ma vuoi mettere arrivarci con l’onda lunga della Coppa? Che poi Coppa non è, ma un piatto, roba forte per attovagliarsi  al gran galà del fondo. Per il momento la fiorentina Bruni se la gode a Roma, dove per l’occasione se ne sta tra caserma allenante e appartamento in affitto, zona Boccea. “E’ la mia prima Olimpiade” se la ride la donna del giglio magico fiorentino, poco avvezza ai tweet, ma coi cartelli è tutto un saluto “mi ha chiamato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, si è complimentato e mi ha detto ci vediamo a Rio. Ma Renzi non l’ho sentito”. Già, sarà scaramanzia pre olimpica per la concittadina, perché da una come Bruni tutto ti puoi aspettare, in quel crocevia acquatico che è il nuoto di fondo “un campo di gara che diventa anche per le donne più boxe che bracciata”. Non diteglielo a Valentino Rossi che anche qui si sgomita, che pare di essere tutti sulla medesima barca. A proposito, Rachele, nel suo futuro? “mi piacerebbe allenare al fondo, perché io sono per un nuoto senza muri, e le virate della piscina mi hanno sempre creato problemi”. Ve lo ricordate il primo Paltrinieri della virata non semplice? Sarà che nel dna dei mezzofondisti ci sono le acque libere, che ne direste in un futuro prossimo di un Greg allenato per mari da uno spirito libero Bruni?
 
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