Ruta dice basta: Londra 2012 perde un’altra stellina

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Che sogno vincere un'Olimpiade da teenager. Immaginatevi il ritorno a scuola, con tutti i compagni che al tuo passaggio applaudono, oppure intimoriti sussurrano ai vicini E' quella della tv o il più classico Io la conoscevo prima che diventasse famosa. E' successo a Ruta Meilutyte, a 15 anni, a Londra 2012. Con quei 100 m rana che parevano destinarla a monopolizzare i tre lustri successivi. Ma sette anni dopo, la bionda lituana dice basta "Ho dato me stessa al nuoto [...] voglio sperimentare le cose semplici". Lasciamo ad altri le speculazioni sulla coincidenza con i tre controlli antidoping mancati(leggi qui), e chissà se quella di Ruta sarà solo una pausa prima del grande ritorno.

Katie Ledecky e Missy Franklin (Getty)

Prima di lei era toccato a Missy Franklin, altra giovanissima protagonista di quell'Olimpiade, tormentata dagli infortuni nel tentativo di migliorare un palmarès già straordinario. E' il rovescio della medaglia, quando un oro olimpico o giù di lì è il punto di partenza. Il percorso - costellato di vittorie per entrambe - rischia di passare in secondo piano. Insorge un crudele disincanto: sei condannato a vincere, ma allo stesso tempo l'oro viene sempre dato per scontato, e solo la sconfitta fa notizia. Non chiamateli, allora, ritiri precoci.

Resiste ancora Katie Ledecky, terza wonder girl di Londra, chissà per quanto ancora. E a ben pensarci, la maggiore impresa di Federica Pellegrini non è la sua vittoria sulla statunitense. Ma la straordinaria resistenza all'insopportabile logorio, fisico e mentale, che accompagna la carriera dei talenti precoci.

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