Ci sono record che valgono una medaglia e altri che raccontano una trasformazione. Il 27.07 con cui Sara Curtis ha conquistato il record europeo dei 50 metri dorso nella prima giornata del 62° Trofeo Settecolli appartiene decisamente alla seconda categoria.
Non è soltanto un primato continentale: è il manifesto di un'atleta che, a soli vent'anni, ha scelto di cambiare tutto per diventare una campionessa completa.
Il cronometro del Foro Italico racconta solo l'ultimo capitolo di una storia iniziata lo scorso autunno, quando Curtis ha lasciato il Piemonte per trasferirsi negli Stati Uniti, entrando nel prestigioso programma dell'Università della Virginia, uno dei laboratori d'eccellenza del nuoto mondiale. Una scelta coraggiosa, che significava uscire dalla propria comfort zone per confrontarsi ogni giorno con le migliori velociste del panorama internazionale e con una metodologia di allenamento diversa da quella italiana.
I primi effetti si erano già intravisti agli Assoluti di Riccione, con i record italiani nei 50 dorso e nei 50 stile libero. Poi è arrivata la conferma negli Stati Uniti, al NCAP Qualifier in Virginia, dove la giovane azzurra ha preferito cercare continuità tecnica piuttosto che il risultato assoluto, vincendo nei 50 dorso e nei 100 stile libero senza forzare il picco di forma. Era l'ultimo tassello di una preparazione costruita per arrivare al massimo proprio tra Roma e gli Europei.
Il Settecolli ha dato la risposta più importante. Curtis non ha semplicemente abbassato il suo personale: ha cancellato il record europeo di Kira Toussaint e si è inserita tra le migliori interpreti della storia della specialità. Un salto di qualità che conferma quanto il lavoro svolto oltreoceano abbia ampliato il suo repertorio tecnico: partenza più efficace, frequenza di bracciata elevatissima e una capacità di mantenere velocità fino all'arrivo che rappresenta oggi uno dei suoi punti di forza.
Il dato forse più significativo, però, non è il tempo. È la naturalezza con cui è arrivato. Nessun gesto di sorpresa, nessuna esultanza fuori misura. Curtis sembra ormai gareggiare con la consapevolezza di appartenere all'élite mondiale. È un cambio di mentalità che spesso distingue i grandi talenti dai futuri campioni.
Adesso l'orizzonte si sposta su Parigi, dove dal 10 al 16 agosto andranno in scena i Campionati Europei 2026. Il record del Foro Italico cambia inevitabilmente le prospettive. Sara non partirà più come una giovane promessa italiana, ma come una delle donne da battere nello sprint continentale. E non soltanto nei 50 dorso.
Lo analizza chi ha una grande esperienza nel mondo del nuoto, chiediamo a Luis Alberto Laera, italo-argentino protagonista del nuoto azzurro tra gli anni ’90 e 2000, che tra farfalla e dorso ha regalato tante emozioni al nuoto italiano : " Dal punto di vista tecnico la Curtis ha fatto una gara perfetta. Ottima partenza e poi ha nuotato con una tecnica pazzesca, tenendo la testa (il viso) quasi sempre completamente immersa, così da ridurre al minimo l’attrito. Questa gara, se ancora ce n’era bisogno, ha fatto capire che non è solo una grandissima nello stile libero, ma che potrebbe togliersi delle belle soddisfazioni anche a dorso"
I 50 e 100 stile libero rappresentano infatti un'altra frontiera ancora tutta da esplorare. I miglioramenti cronometrici ottenuti negli ultimi dodici mesi, uniti al lavoro svolto nel sistema universitario americano, lasciano immaginare margini di crescita ancora importanti. La velocità pura non le è mai mancata; oggi si aggiungono una maggiore continuità agonistica e una gestione della gara che sembrano figlie della maturazione tecnica acquisita negli Stati Uniti.
Per il nuoto italiano è una notizia che va oltre il singolo record. Dopo l'epoca di Federica Pellegrini, il movimento femminile cercava una nuova figura capace di competere stabilmente ai massimi livelli internazionali nelle gare di velocità. Sara Curtis sta dimostrando di poter raccogliere quella pesante eredità senza esserne schiacciata. Non perché debba essere "la nuova Pellegrini", ma perché sta costruendo una storia completamente diversa, con caratteristiche proprie e un percorso internazionale sempre più marcato.
Il Settecolli, da sempre crocevia delle grandi stagioni del nuoto, potrebbe aver segnato il momento esatto in cui una giovane fuoriclasse è diventata una protagonista assoluta.
Se il record europeo era l'obiettivo dichiarato, la sensazione è che rappresenti soltanto una tappa. La vera destinazione, oggi, si chiama Parigi. E, guardando oltre l'estate, il pensiero corre inevitabilmente anche a Los Angeles 2028.
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