Si ritira Stravius: l’uomo-squadra, l’ultimo grande della velocità francese

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Tra tante etoiles della costellazione natatoria francese, Jérémy Stravius era, insieme a capitan Gilot, forse la meno brillante. E non ci riferiamo certo al talento, altissimo sia a stile libero, sia a dorso, quanto all'attitude con i media. Se Florent Manaudou, come la sorella Laure prima di lui, era - ed è tornato ad essere(leggi qui) - la star, erede del grande squalo biondo Bernard, se Lacourt era il bello, Agnel il filosofo e Leveaux l'istrione, Stravius era un normalizzatore. Con la sua semplicità, controbilanciava quelle personalità così forti, integrandole ed evitando che si scontrassero. Ha scelto il ritiro prima ancora delle qualifiche olimpica di aprile. Senza chiasso, senza cercare un'ultima volta i riflettori, ma anzi sentendosi "Sollevato"come ha dichiarato al Courrier Picard.

Stravius chiude la 4x100 m stile libero d'Oro ai Mondiali di Barcellona 2013 (Getty)

Come spesso accade, un atleta somiglia al suo allenatore. E così non stupisce che quel 29 luglio 2012, a Londra, fosse il suo tecnico Michel Chrétien il primo a farsi da parte nelle discussioni su chi quella sera avrebbe preso parte alla finale della 4x100 m stile libero. E dire che Stravius era stato il più veloce al mattino. Ma in casa francese volevano evitare le scenate di quattro anni prima a Pechino, quando le divisioni interne e una cattiva composizione del quartetto costarono l'oro di fronte agli Usa almeno quanto la memorabile frazione di Jason Lezak. Quella sera a Londra "Michel è stato un esempio forte per tutta la squadra" sottolineò anni fa a L'Equipe Denis Auguin, tecnico dell'altro grande escluso dalla finale di Londra, Alain Bernard. Fu un esempio, come in tutti gli anni successi lo è stato Stravius, sempre al servizio della squadra, alla quale ha regalato tra l'altro tre ori mondiali in staffetta 2013 e 2015.

Lacourt e Stravius oro ex aequo ai Mondiali 2011 (Getty)

Non è bastato a Rio 2016, quando veleni e divisioni hanno di nuovo travolto la squadra francese, stavolta per la 4x200(leggi qui), ma persino in quell'Olimpiade deludente (per la quale neppure era riuscito a nuotare il tempo limite prefissato) ha fatto il suo, vincendo l'argento con i compagni di un'epoca ormai al tramonto. Persino il suo unico oro mondiale individuale, nel 2011 a Shangai, lo dovette dividere ex aequo con Lacourt. Destino di un uomo squadra, un normalizzatore. Bonne chance Stravius.

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