Simone Ruffini, Re di Coppe “Ma la Fina ha ancora tanto da fare”

Simone Ruffini, campione mondiale e vincitore della Coppa del Mondo di fondo

Copyright foto: Stefano Rubaudo

Il tecnico Emanuele Sacchi tra gli atleti Federico Vanelli e Simone Ruffini
Il tecnico Emanuele Sacchi tra gli atleti Federico Vanelli e Simone Ruffini

Sei punti non erano pochi, ma nemmeno eccessivi “Ci speravo tanto. Sapevo che molte mani avrebbero dovuto toccare prima del tedesco e così è andata” racconta Simone Ruffini, raggiante dopo la vittoria di poche ore fa in Coppa del Mondo(leggi qui), al telefono con Swimbiz.it. E' doppietta azzurra con Rachele Bruni, sta diventando una piacevole abitudine italiana, pensando all'oro-bronzo di Paltrinieri e Detti a Rio "Significa che il movimento è cresciuto, che siamo sulla strada giusta". Vincere un circuito di gare che abbracciano l’intera stagione è forse il miglior risultato che un allenatore possa sognare: è un premio alla costanza “Ovviamente quest’anno l’unico obiettivo erano le Olimpiadi, tutte le altre gare erano ‘allenanti’. Ma ero in testa prima di Rio, dopo ero secondo e mi sono detto: proviamoci. Vincere un circuito dà più valore alla vittoria finale, perché emerge maggiormente il lavoro svolto. Del resto il fondista azzurro, che la prossima estate difenderà il titolo mondiale nella 25 km, è allenato all’Aniene di Roma da uno straordinario specialista come Emanuele Sacchi “Non è uno che si fossilizza, ma anzi è sempre informato per aggiornare le sue metodologie di lavoro. Sa ascoltare noi atleti e, contemporaneamente, far rispettare la sua volontà”.

Ogni vittoria è un input a migliorare, ma non vale solo in gara “In questa competizione – la Coppa del Mondola Fina ha ancora tanto da fare”. Il prodotto è più appetibile rispetto alla World Cup di nuoto in vasca “Qui i ‘big’ mondiali non saltano le tappe. A volte, come ad Abu Dhabi, il livello sfiora quello di un Mondiale, anche nell’organizzazione. Manca solo “Una vendita dei diritti televisivi, da parte della Fina a qualche network – anche perché lo streaming attuale non dà una copertura totale e non mancano disagi – quando ho gareggiato in Argentina, ho chiamato casa dicendo che avevo vinto. I miei genitori mi hanno risposto che le immagini mi davano ancora a metà gara.

moscarella@swimbiz.it

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