Stefano Raimondi: svegliarsi da un incubo, scoprirsi fenomeno

Il commento di Swimbiz: Tornare più forte di prima. Letteralmente. Stefano ha superato il suo primato personale anche dopo un incidente in moto. A Swimbiz.it spiega come, e lancia la sua sfida. Anche ai velocisti normodotati.

Copyright foto: Marcello Rigamonti

Quando salì sul podio della Coppa Comen, a Stefano Raimondi sarà sembrato di volare. Vincere da giovane, capire di essere un talento autentico. Che il nuoto può essere davvero la tua strada. Finché un incidente in moto non mutò quel sogno in cubo “Pensavo che la mia carriera fosse finita” racconta a Swimbiz.it. Decisivi, nel metabolizzare l’accaduto, furono i genitori “E poi l’acqua, fa davvero tantissimo”. Non solo per il fisico. Se è utile persino nel trattare i problemi relazionali di chi soffra di autismo(leggi qui), figurarsi per riprendersi da uno shock emotivo. L’acqua, non è retorica né filosofia, rigenera. Al punto che Stefano è tornato più forte di prima. Letteralmente. Ai recenti Europei di nuoto paralimpico di Dublino, tra i molti record “Ho migliorato il mio primato personale da normo nei 200 misti, non ci riuscivo da cinque anni”. Sbalorditivo (e pazienza se poi è arrivata la squalifica), pensando anche solo ai cambiamenti affrontati nella tecnica di nuotata, usando maggiormente tutta la parte superiore del corpo per sopperire alla debolezza nelle gambe. “Ma mi sono subito abituato” e ha ricominciato a vincere: campionati giovanili, Giochi del Mediterraneo, fino alle 8 medaglie europee di Dublino, delle quali 3 d’Oro, che hanno toccato ogni stile, dalla velocità sino ai misti.

Nessuno vince da solo, e Stefano attorno a sé ha uno staff di livello – quello medico in primis, grazie al lavoro del Dott. Vittorio Serafini e dell’International Academy of Posture and Neuromuscular Occlusion Research - e si allena al Centro Fin di Verona “E’ un grosso stimolo poter nuotare con a fianco Federica Pellegrini, Luca PizziniThomas Ceccon…”. E una squadra (RN Verona) piccola, ma in grado di abbracciare ogni sfumatura del nuoto. Gli atleti, che abbiano disabilità fisiche o mentali, hanno conquistato le rispettive nazionali. Il tecnico, Marcello Rigamonti, allenò azzurri olimpici come Merisi, Mazzari e Vassanelli. Ma persino gli ‘sponsor’ vantano un azzurro, l’ex dorsista Michele Garufi, oggi imprenditore di successo. Raimondi è determinato a migliorare, vuole tutto “Anche una finale nella velocità agli Assoluti Fin”. Senza trascurare gli studi in scienze motorie “Ricomincio quest’anno, tra poco ho il test d’ingresso. Più ansia che in gara? No dai” in fondo il peggio l’ha già superato. E il meglio deve ancora venire.

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