La tassa sul medagliato: premi olimpici da tassare o da esentare?

Il commento di Swimbiz: Il Senato degli Stati Uniti voterà la possibile abolizione delle tasse sui premi in denaro. Gli atleti italiani sono i più pagati d’Europa per una medaglia olimpica. E tra i più tassati.

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Campeggiava pochi giorni fa, sui siti di nuoto americani, la proposta di legge per l’abolizione delle tasse sulle medaglie olimpiche negli Stati Uniti. Approvata all’unanimità dal Senato nel luglio scorso, un solo voto contrario alla Camera – che ha proposto di mantenere la tassazione per gli atleti di alto profilo (e alto reddito) – la proposta di legge torna ora al Senato. Avrebbe effetto retroattivo, quindi considererebbe anche i medagliati di Rio 2016. Come scrive UsaToday, le ragioni per il sì o per il no alla victory tax sono egualmente valide. Un atleta olimpico è un cittadino a tutti gli effetti, i cui bonus sono tassabili al pari di un vincitore del Premio Nobel o della lotteria. D’altra parte, in media, tali atleti non raggiungono i guadagni delle leghe professionistiche come baseball o football. I premi in denaro per le medaglie olimpiche di Rio sono: 25.000 $ Oro, 15.000 $ Argento, 10.000 $ Bronzo. La tassazione va dal 15% al 39.6%, a seconda del reddito.

Joseph Schooling, oro olimpico per Singapore Rio e studente in un college Usa (Getty)
Joseph Schooling, oro olimpico per Singapore a Rio e studente negli Usa (Getty)

Senza scordare le ferree regole dello sport universitario. Vietate le sponsorizzazioni, solo dal 2001 sono consessi agli atleti di college i premi in denaro del comitato olimpico Usa. Dal 2015 la regola vale anche per gli studenti stranieri e i rispettivi comitati olimpici. Joseph Schooling, il singaporiano che ha battuto il trio Phelps-Le Clos-Cseh a Rio, è studente alla University of Texas. Dal suo governo ha ri guadagnato, tasse escluse, un milione di dollari di Singapore; 740.000$ circa (leggi qui). Cifra giudicata eccessiva da alcuni dirigenti universitari, ma c’è chi invece ritiene obsolete le limitazioni ai guadagni di atleti che si allenano, di fatto, da professionisti.

Il premio in denaro, o Athlete Performance Award, nel Regno Unito è supportato interamente dalla Lotteria Nazionale (Uk Sport)
Il premio in denaro, o Athlete Performance Award, nel Regno Unito è supportato interamente dalla Lotteria Nazionale (fonte Uk Sport)

L’Italia, secondo un’analisi dell’Association International de la Press Sportive dello scorso agosto, sarebbe il Paese europeo che paga maggiormente le medaglie olimpiche dei suoi atleti: 150.000 € Oro (un incremento rispetto ai 120.000 di Londra 2012), 75.000 € Argento, 50.000 € Bronzo. Ad ogni modo, vanno considerati casi particolari. Come la Serbia che, riporta l'agenzia, garantirebbe una rendita a vita, o il Regno Unito. E' vero che la British Olympic Association non paga alcun premio in denaro per i medagliati olimpici, salvo i diritti d’immagine di un francobollo commemorativo. Ma essi sono remunerati, attraverso la Lotteria Nazionale, con gli Athlete Performance Awards.

Tornando al caso italiano, gli azzurri sarebbero anche tra i più tassati del Vecchio Continente, come riporta il quotidiano economico ItaliaOggi. Se l’atleta è considerato un dipendente statale (è il caso degli atleti appartenenti a gruppi sportivi militari), il premio è “Tassato, a titolo d’imposta, con un’aliquota del 20% - scriveva il 13 agosto scorso la firma Fabrizio Poggiani, mentre per l’atleta considerato professionista il premio – dev’essere tassato come reddito di lavoro autonomo con tassazione ordinaria Irpef e inevitabile innalzamento della percentuale”.

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