E’ tornato Sun Yang, tempone e non solo: antidoping? Noi i primi a dover migliorare l’immagine del nuoto cinese

Sun Yang, olimpionico cinese

E rieccolo il Sun, esuberante più che mai. Ultra-social su Sina Weibo, il ‘Facebook cinese’, con foto a raffica di allenamenti e borse del ghiaccio, abbronzatissimo e con un sorriso tutto nuovo, dopo l’operazione dentistica con cui festeggiò l’oro di Rio(leggi qui). Sun Yang il gigante, amatissimo in patria. Primo nuotatore cinese a cui sia stato concesso di esibire sponsor personali(leggi qui), il più vincente nella storia del suo Paese. Ai campionati cinesi di Qingdao, il mezzofondista risponde virtualmente all’azzurro Gabriele Detti (3’43”36) e all’australiano Mack Horton (3’44”18) – spesso, purtroppo, oggetto di ingiurie sui suoi canali social, da parte dei fan di Sun (che per numero supererebbero l’intera popolazione australiana, secondo quanto rilevò il Daily Mail) – nuotando il 400 stile più veloce dell’anno in  3’42”16.

La squalifica di tre mesi per doping nel 2014, mai rivelata pubblicamente dalla Chinada se non a fatti avvenuti, è però una spada di Damocle che periodicamente pende sulla sua testa. Forse anche per questo, durante la cerimonia di apertura, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni “L’Antidoping non è una cosa che riguardi solo gli atleti, ma l’intera delegazione nazionale – riporta il portale sina.com, il più letto del Paese – per guadagnarci il rispetto degli altri Paesi e atleti, dobbiamo prima cominciare da ognuno di noi. Perché l’immagine del nuoto cinese possa migliorare all’estero”.

 

Si ringrazia Wu Qiang per la traduzione.

moscarella@swimbiz.it

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