Un gran Fondo così, libero e bello

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Dieci chilometri uomini, un gran fondo così tra alti, fughe e bassi. E alla fine, tutti in "piscina" per i mille d'arrivo al fotofinish.

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Ferry l’olandese, come un Ferry Boat a tutto gas in porto, così è andata oggi la oceanica dieci chilometri di Rio: acque aperte , libere più che mai. Liberi i follemente idealisti, come l’australiano da nome di baia, Poort, il Jarrod leprotto acquatico in testa in mezzo al mar dal primo all’ottavo chilometro, illusionista di passi e bracciate, ma che poi alla fine chiude al ventesimo di classifica. Il passo del fondo è così, tutto si apre, traiettorie come le idee fuori schema e anche di fuga. Il disegno di e del Fondo è non avere disegno. Ma poi tutto si mischia nel tratto di fondo che ti sfonda la tattica e la pretattica. Mentre i nostri dal ciuffo comune, i biondi (all’acqua ossigenata) Federico Vanelli e Simone Ruffini s’immischiano nel finale con il fondo che appare piscina, tutti in linea e poi ventaglio mancano solo i blocchi di partenza, e l’imbuto finale che sembra una tonnara siciliana d’inizio secolo con gli squali al posto dei tonni. La manona d’oro olimpica è di Ferry sopra, l’olandese Weertman che uscito dall’acqua agguanta il cellulare più rapido che al rifornimento di sali, ma qui di saluti e complimenti, anche lui un whatsapparo dipendente. Per la mille metri finale, che si trasforma in una cronometro, al posto del Mortirolo acquatico il più gran tattico è il greco Gianniotis . Una dieci nelle retrovie che arriva d’argento, che si tira dietro il francese Olivier bronzeo, i senza Pretattica è meglio Noi sesti e settimi , ma di questa dieci chilometri ci siamo proprio divertiti dall’inizio alla fine, in libera bracciata.

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