Un oro e un furto, così Fraser entrò nella leggenda

Il commento di Swimbiz: Talento e ribellione contro tutti: una Federazione, uno sponsor, un Impero. Cinquant’anni dopo, Dawn Fraser torna sul “luogo del delitto”.

“Oggi gli atleti sono più fortunati, mica avevamo tanti sponsor ai miei tempi”. La frecciata non manca mai, e con quel cognome quasi pugilistico, Fraser, come poteva non venir fuori un’eterna combattente? A 77 anni, Dawn Fraser parteciperà alle celebrazioni per i 50 anni delle Olimpiadi di Tokyo 1964. Quelle del suo 3° oro olimpico consecutivo nei 100 m stile libero, impresa mai più riuscita a un Aussie. Durante i Giochi, si era scontrata con la Federazione Australiana: si oppose al divieto di partecipare alla cerimonia di apertura, perché vicina all’inizio delle gare, e indossò un costume concorrente dello sponsor federale. Carica di ribellione (anche per lei erano gli anni ’60) e consapevole di aver fatto la storia, volle un souvenir a eterno ricordo di Tokyo. Mezzo secolo prima della fotocamera di Tomita(leggi qui) e della crisi di Phelps(leggi qui), Fraser fu ‘beccata’ dalla polizia mentre tentava di trafugare una bandiera olimpica…davanti al palazzo dell’Imperatore Giappone, Hirohito. Durante la fuga, s’infortunò alla caviglia, ma le gare si erano ormai concluse. Più dolorose le conseguenze: una squalifica di quattro anni (originariamente dieci), che le impedì di cercare il quarto oro olimpico di fila.
 
Clicca qui per vedere il video a colori dei 100 m stile libero vinti da Dawn Fraser a Tokyo 1964.
 
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