Vicini alla grande muraglia acquatica, e un pensiero per un pezzo di storia che è stata

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche
Il commento del direttore:
Addio a Donato Tomaro, pezzo di storia del nuoto romano e italiano scomparso ieri sera, mentre l'Italnuoto prepara le valige per il mondiale...

Copyright foto: domar

Quando si dice Roma Caput mundi natatoria, non è mai a caso, come la grande tradizione della vasca romana e delle sue società. Basti pensare agli anni ‘90 quando un piccolo siluro acquatico di borgata come Stefano “Bibi” Battistelli di quella tradizione si faceva fantastico interprete nell’agonistico. Lui, Bibi, e la sua società, l’Imperidomar, nata dalla fusione di una piscina del Tuscolano, l’Imperi e il Domar, acronimo dei due fondatori, i fratelli Donato e Mario Tomaro, con Ivo Ferretti oggi biomeccanico della nazionale al ruolo tecnico. Ieri sera Donato Tomaro ci ha lasciati, ha lasciato la grande famiglia del nuoto, ma con la sua avventura natatoria rimarrà sempre un pilastro nella storia del nuoto.

Storia che ci accinge a nuovi capitoli agonistici invece su fronte della vasca. Venerdì prossimo l’Italnuoto parte da Fiumicino in direzione dei Mondiali cinesi. Siamo vicini alla grande muraglia acquatica, ma lo sono soprattutto i giovani che possono approfittare della ribalta mondiale per mettersi immediatamente in luce. Giovani come Thomas Ceccon nelle prime fila, che deve trovare in una scenografia come il mundial, il primo vero faro importante per entrare di diritto tra i grandi. Un mondiale, seppure in corta, è sempre un mondiale: nella misura di un nuoto azzurro dai grandi risultati è evidente che ci si aspetti il bottino di medaglie, questa è la missione che si aspetta il grande pubblico. Anche se poi nulla è mai scontato, la Cina a noi ha sempre detto bene. Buona acqua a tutti.

zicche@swimbiz.it