Cinquanta erano già tante. Cinquantuno sono un record. Taranto chiude i Giochi del Mediterraneo con l’Italnuoto che mette il punto esclamativo su una settimana da incorniciare: 51 medaglie, 19 ori, 22 argenti e 10 bronzi, bottino che vale il primo posto nel medagliere del nuoto e soprattutto il nuovo primato di medaglie conquistate dagli azzurri in una singola edizione dei Giochi.
Il sorpasso è servito. Il precedente record apparteneva a Mersin 2013, quando l’Italia aveva chiuso con 50 medaglie. Undici anni dopo, nella piscina di Torre d’Ayala, gli azzurri hanno fatto ancora meglio. E lo hanno fatto davanti a un pubblico che ha trasformato ogni finale in una piccola festa dello sport.
L’ultima giornata ha regalato sei ori, sei argenti e quattro bronzi, una fotografia perfetta della profondità di una Nazionale capace di distribuire medaglie e protagonisti praticamente in ogni specialità.
Ad aprire le danze sono stati i 200 misti, con la doppietta azzurra al femminile firmata da Sara Franceschi e Chiara Della Corte. Franceschi ha chiuso in 2’11”39, precedendo la compagna di squadra, autrice di 2’11”65. Al maschile, invece, è arrivato uno dei lampi più interessanti dell’intera serata: Simone Spediacci ha conquistato l’oro in 1’57”70, nuovo record dei Giochi e nuovo primato personale.
Poi è stato il momento della velocità pura. Nei 50 stile libero Giovanni Guatti ha centrato l’oro maschile in 21”96, con Lorenzo Ballarati argento in 22”00. Al femminile Elena Capretta e Agata Maria Ambler hanno completato il podio alle spalle della cipriota Kalia Antoniou.
Ma Taranto aveva ancora molto da raccontare. Nei 200 farfalla Paola Borrelli ha confermato il successo già intravisto nelle batterie, imponendosi in 2’08”47. Tra gli uomini è arrivata l’ennesima firma di Alberto Razzetti, che dopo i successi nei 400 misti e nei 100 farfalla si è preso anche i 200 farfalla, con 1’55”29 e il nuovo record della manifestazione. Una tripletta che dice molto del peso specifico del ligure in questa Nazionale.
E dentro questa festa azzurra c’è anche una componente pugliese che merita un capitolo a parte. Nei 100 dorso, infatti, Federica Toma ha conquistato l’argento in 1’00”74, alle spalle della portoghese Camila Rodrigues Rebelo. Per la salentina, già protagonista agli Europei di Parigi, un’altra medaglia davanti al pubblico di casa. Una presenza pugliese che ha accompagnato l’intera avventura azzurra a Taranto, con Benedetta Pilato, Chiara Tarantino, Luca De Tullio ed Emanuele Potenza tra i protagonisti della spedizione italiana.
La chiusura, come da tradizione per le grandi serate di nuoto, è stata affidata ai 1500 stile libero. Matteo Diodato ha messo il sigillo sull’ultima gara individuale del programma, vincendo in 15’06”27 davanti allo spagnolo Cristob Vargas e all’altro azzurro Ivan Giovannoni, bronzo in 15’08”01.
Taranto, dunque, non è stata soltanto una tappa di fine stagione. È diventata una pagina di storia. Il record di 51 medaglie racconta la quantità, ma forse non è nemmeno il dato più importante. Perché dietro i podi ci sono giovani che avanzano, campioni affermati che continuano a vincere e una squadra che, come sottolineato dal direttore tecnico Cesare Butini, ha mostrato una significativa densità di talento.
«Il futuro è luminoso, perché c’è densità», ha sottolineato Butini nel bilancio finale. Una frase che fotografa bene ciò che Taranto lascia in eredità all’Italnuoto.
Il presidente della FIN Paolo Barelli ha invece definito il risultato la sintesi del lavoro di un’intera comunità, dagli atleti ai tecnici, dalle società alle famiglie. E proprio questa è forse la fotografia più bella di questi Giochi: un’Italia che vince, ma soprattutto un movimento che continua a produrre protagonisti.
A Taranto cala il sipario. L’Italnuoto lascia la piscina con un record al collo e una certezza in più: la strada verso Los Angeles è ancora lunga, ma il motore azzurro gira forte.
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