Complimenti.
Nell’ordine, sparso, prima dei risultati: a chi ha pensato e ordito questo Assoluto. Lo ammetto, ero nella schiera dei titubanti acquatici, quelli che dopo un europeo corto, ma lungo di medaglie emozionanti, pensavano che Riccione fosse un po'come dire too much, un po' troppo. Natale, feste, big (alcuni) in libera uscita. Un azzardone acquatico. Risultato alla seconda giornata? Come voler essere - felicemente - smentiti.
E così nell’ordine, più o meno sparso, sono arrivate le linee. Seconde o terze, a rinfocolare il blocco di partenza. E che rinfocolo: un attacco al titolo dietro l’altro, record abbattuti tipo quello sui 200 lunghissimi rana, ma velocissimi per Lisa Angiolini ( 2’18”96). Tigre tra le leonesse acquatiche. E quasi tutte non disposte al relax post Polonia. Anzi, pensando agli Europei, più d’una non presente lì avrebbe cavalcato dalla corsia al podio. E così la capitana azzurra Silvia Di Pietro la pensa lunga fino alla“profondità della squadra”, segreto di densità che proprio Riccione e perché c’è Riccione adesso a seguire, svela inevitabile. Lei, Di Pietro, che si vede superare dalla più veloce Elena Capretta nella farfallissima veloce dei cinquanta, uno dei fiori all’occhiello del nostro Europeo. Che dire? Ci stiamo divertendo noi che guardiamo, gran cosa, nella buona acqua riccionese.
Figurarsi chi si cimenta nell’agonistico confronto. E già questa è una notizia non banale e affatto scontata.
Nel più nuoto per tutti, uno dietro l’altro. Spettacolo puro.
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