Partiamo dalla più bella. Simona del cambiamento, come chiosa lei, dolce e sorridente con gli occhi che raccontano un’impresa. Millecinquecento in termini di metri, di passione, di acqua che fa bracciata dopo bracciata dolce e affilata allo stesso tempo. E’ un metronomo Quadarella. Calibra l’energia mentre imposta il timer che dovrebbe, sottolineo dovrebbe , portare a una gara di condotta , di consapevolezza, di gestione. Poi , l’improvviso acquatico che cambia la scena. L’americana parte , stacca , e con lei l’australiana. Ledecky e Pallister vanno e staccano, ma è un duetto che si trasforma in assolo a stelle e strisce. Se ne accorge la tigre romana allenata da Luca Belfiore, e incomincia a macinare gas come un sottomarino lanciato alla caccia del sogno. Cresce ,quasi impenna , va oltre il programmato: sarà argento, è splendido record europeo a sottolineare ce ne fosse bisogno l’impresa con la I maiuscola. L’impresa vista al contrario è quella della gara delle gare - di giornata e visto il range del personaggio- ovvero i cento dorso. Ceccon parte. Quasi gestisce o meglio resta in piccionaia ai primi cinquanta. Si scateneranno gli analisti da divano sicuro, ma a onor del vero il 26”5 di ritorno la dice tutta sul nostro numero uno. Che aggancia un buon argento ma il pensiero è lì, visto quello che lui pensava e cercava, e noi con lui senza nascondersi dietro al dito. E’ il nuoto, è lo sport bellezza direbbe il saggio. Arrivateci voi, a prendere una piazza al volo così. Adesso per fare il vero fenomeno Ceccon c’è la staffetta mista a disposizione. Sempre a dorso. E il tempo , quello del vero e inimitabile Ceccon , aspetta… Buona acqua a tutti
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