Finalmente. Finalmente l’azzurra Sara Curtis ha aperto al mondo la sua vera e nuova carta d’identità natatoria. Quella da maggiorenne campionessa votata al futuro prossimo natatorio, che vuol dire il libro dei sogni che si apre. Et oplà. La pagina prende forma e si distende come solo la piemontese la nuota. Nel suo grande essere, passatemi il confronto e l’uso, divinamente impostata a dorso. Cinquanta metri , scheggia fendente in acqua, un passaggio fulminante e un ritorno degno della migliore campionessa e recordwoman che questo paese celebra ormai nella sua grandezza. Finito qui? Ma manco per sogno: nemmeno il tempo di scaricare la fatica, la pressione, la gioia , il sorriso e il fiato. E via. Ciao Mamma, guarda come mi diverto pure a stile libero, cinquanta metri senza pensare a tutto quello che può succedere se sei una evidente predestinata che riagguanta il podio in argento vivo. Che roba ragazze e ragazzi, se noi avevamo la Divina, certo Sara ci fa ritornare lì, all’acqualina mai sopita che è in noi. Dopo la Fede, la Sara. E sarei contento di una dichiarazione di mamma Pellegrini su questo passaggio di testimone. Quella vibrante situazione che adesso passa dal dorso allo stile, come dire che l’evoluzione della specie azzurra prevede anche queste bellezze. E dalla bravissima ,al bravissimo Cerasuolo. Simone oro nella velocissima rana, con Martinenghi bronzo a seguire, come poi Lazzari nei 50 dorso. E di Anita Gastaldi nei 200 farfalla di bronzo?. Sorpresa stupenda. Il podio si infiamma d’azzurro, come il medagliere, con l’oro di Simona Quadarella nel chilometro e mezzo e l’oro di Alberto Razzetti nei 400 misti . E non è un caso come da tradizione, che l’ultima giornata sia l’apoteosi del nostro nuoto. Buona acqua d’Italia a tutti
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