Che il nuoto libero, delle acque libere e incontrollate, sia ormai oggetto di discussione mondiale è un dato di fatto.
Pensavamo di esserci lasciati la Senna alle spalle e ci siamo trovati improvvisamente catapultati nelle melliflue acque di Singapore. Sporche il tanto, visionate da un team di controllo(?) che da condizioni estreme è passato ad eccellenti e fra poco da goletta azzurra.
Al via ci siamo accorti che poi, il caldo era il vero problema: trenta e più gradi, uno spettacolo torrido per gente, gli ultra fondisti, abituati a tutto. E quindi la dieci chilometri che apre le acque del mondiale si è trasformata in tattica, poi in rifornimenti accorti, il peso delle bracciate sempre più pesanti.
Ma dosate, come quel vecchio volpone di Paltrinieri insegna.
Scia, contro scia, analisi (non dell’acqua) e inseguimento. Mirino inserito, Greg ha rotto gli indugi, più puntuale di un Frecciarossa, più Pendolino dei vecchi tempi.
Lo scatto, la cuffia che se ne va, le energie che si affastellano tutte per l’ultimo sforzo verso l’imbuto.
Paltrinieri argento è più del medagliere che decolla per l’Italia.
E’ un vanto sportivo che va oltre l’insostenibile acqua calda: la leggerezza e la potenza di un campione infinito.
Buona acqua a tutti voi.
zicche@swimbz.it