La verità viene sempre a galla. E quale è? Non siamo abituati a un’Italnuoto senza medaglia, quale sia, e rinunciamo a analizzare serenamente i piazzamenti. Sbagliando, ovvio, perché i piazzamenti sono l’indice di un momento dove magari non si è calcolato tutto al meglio ma l’impegno non è mancato.
Filosofia spiccia e possiamo aprire un dibattito su chi è in forma e chi no, ma è venuto lo stesso. Ma come disse il saggio, mai dire mai, il gatto o la rana (meglio essendo acqua l’elemento) entra e esce in un men che non si dica. E alla fine il nuoto azzurro ci mette sempre il sigillo, a furor di bracciate.
Così, improvviso all’improvviso, quando sembrava serata da chiudere con un mugugno pieno di “mah”, quarti posti (Cerasuolo) e settimi difficili da digerire (Martinenghi) per non dire di altre docce fredde o semifredde, ci pensano i soliti cavalieri, e principesse , a fare della velocità mista da quattro per cinquanta la cavalcata vincente. Oro che salva e ribalta, riprende sorrisi un po' affaticati, rimette i gufi (che operano sempre, beninteso) nella giusta dimensione. Sarà staffetta, ma è anche e soprattutto l’indice di salute generale. E se poi è d’oro, rimanda ai sogni d’oro della notte che fa dormir sereni. Pensando a domani, a ri-buona acqua a tutti voi.
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