I bravi, i buoni, i belli.
Come se Sergio Leone avesse puntato mai il suo ciak in piscina nel giorno del trionfo che non ti aspetti, ma arriva caldo come un abbraccio improvviso. I primi due d’oro, in un unico tuffo all’unisono sono Pellacani e Santoro. Dolci e determinati. Belli e calibrati come un unico corpo fuso nella perfezione di un tuffo da cinema che vale ricordare che tutto è possibile, e nel caso di specie si chiamano Cina e Australia pianeti nel tuffistico gergo considerati altra galassia.
Bravi anzi superlativi gli azzurri, i complimenti che si fanno incrociati tra di loro sono il frutto di una squadra e di un lavoro che porta i suoi frutti quando è ben amalgamata. Fusa dalla passione e dal sentimento. Bravo al commissario tecnico Oscar Bertone, piemontese tenace e con una visione ben chiara del mondo visto da trampolino a testa in giù , ma dai cuori sempre in alto e dalla squadra che vuol dire tutto.
E da cuore in alto, tra la testa e i muscoli da gladiatore, è la vittoria di Simone Cerasuolo. Chi sa di rana, ma la può anche solamente intuire, percepisce che cinquanta metri - una sola improvvisa vasca- è più di un flash acquatico. E’ il limite delle onde degli altri che tentano di sopraffarti, l’arrivo rapido che non arriva mai, un film al rallentatore che improvvisamente sbobina rapido. E l’acqua che diventa bianca ad avvolgerti in una schiuma che rasenta una tonnara.
Poi, l’improvviso che c’è in te ritorna come Cerasuolo e la sua intima passione, perché è la passione che muove braccia e gambe a martello e ti fa nuotare e soffrire ma quanto è dolce la piscina, e richiama al caldo abbraccio della famiglia.
La sua che gli ha insegnato l’umiltà, l’educazione , il rispetto e la determinazione a crederci sempre, e arrendersi mai. Come quando il Simone mondiale ringrazia Cesare Casella a casa sul divano, l’allenatore artefice e complice, professionista umile e gentile per quello che conosco, ma dallo splendido cronometro.
Ma sempre con la riconoscenza di chi sa che si vince sempre da soli, ma il trionfo è un gioco di squadra.
Grazie azzurri, e che sia acqua d’oro per tutti.
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