Quando Alessia Zecchini nuotò al fianco di una balena (ma anche lei è studiata dai biologi)

Copyright foto: Emiliano Cavaliere GMT-Swimbiz.it

Caratteristiche fisiche fatte apposta per immergersi “La temperatura corporea di 35 gradi e mezzo. I livelli di saturazione dell’ossigeno nel sangue, pure, sono bassissimi”. Intervistata da Francesca Sironi per il magazine D - la Repubblica delle donne, Alessia Zecchini svela il suo lato scientifico, i doni di Made Natura - dal battito lento del cuore al ‘riflesso d’immersione’ “Tutti noi abbiamo dei recettori del viso che, appena toccano l’acqua, fanno rallentare le pulsazioni cardiache” – che l’hanno resa perfetta per dominare uno sport, l’apnea, con apparente facilità. Qualcosa di affascinante e ancora per molti versi misterioso, tra allenamenti in continua evoluzione, certezze che presto si perdono a fronte di nuove scoperte. E non è forse, in questo, simile a ricerca e prorgesso scientifico?

“Il massimo riferimento della medicina apneistica disse a Enzo Maiorca, prima che si tuffasse: se vai oltre 50 m, muori raccontò a Swimbiz.it Umberto Pelizzari(leggi qui). Maiorca dimostrò che il corpo umano poteva reggere quelle profondità, pioniere (con Jacques Mayol) non solo sportivo. Sembra un documentario, e davvero ancora oggi Alessia e gli altri azzurri della nazionale Fipsas – la prossima settimana impegnata ai Mondiali di apnea outdoor di Kas, in Turchia – sono oggetto di studio dei biologi, messi a confronto con le creature che sott’acqua ci vivono(leggi qui). Alessia ha avuto la fortuna di nuotare insieme ad alcune di loro, persino una balena al largo dello Sri Lanka “Prima pescavo, poi diventa impossibile uccidere quelle creature. T’immergi con loro, come puoi?”. E’ la grande bellezza dell’apnea.

moscarella@swimbiz.it

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