Una lettera di sei pagine indirizzata alla Hall of Fame Internazionale, da parte di 19 atlete americane. Fiumi d’inchiostro per impedire che il nome del direttore esecutivo di Usa Swimming, Chuck Wielgus (dx in foto), venga introdotto nella prestigiosa lista. Il gruppo, di cui fa parte anche la nota fondista Diana Nyad (sx in foto), sostiene che Wielgus, nei suoi 17 anni di mandato, non avrebbe combattuto sufficientemente i casi di molestie o abusi sessuali nel nuoto statunitense. “A partire dal 1° maggio 2014”, si legge nella missiva, “più di 100 allenatori sono stati sospesi a vita. Alcuni si portavano dietro una lunga storia di violenze, ma, nonostante tutto, è stato permesso loro di continuare a lavorare”. Immediata la replica di Usa Swimming, che comprende una risposta personale del diretto interessato pubblicata da Swimmingworld. “Sto male nel constatare ciò che voi pensate”, ha scritto Wiegus, “Credete che io non abbia fatto abbastanza o non abbia mostrato sensibilità. Mi scuso per questa mancanza. Ho incontrato privatamente le vittime, ho ascoltato il parere di esperti e mi sono adoperato per rendere tutti più consapevoli”. E ha concluso, “Ho una targa sulla mia scrivania che recita ‘parla poco, fai molto’ e mi piace pensare che gli sforzi per costruire il nostro programma Sport Sicuro, siano la prova migliore della nostra cura e del nostro impegno”.
capilongo-broussard@swimbiz.it