Routine o scaramanzia? Spesso un alibi

Copyright foto: Swimbiz

Sembrerà banale, ma per un atleta l’abitudine riveste un ruolo fondamentale. A Swimbiz, lo psicologo federale Diego Polani spiega quanto l’esecuzione di gesti e operazioni rituali possa condizionare le prestazioni di uno sportivo. “Gareggiare fuori casa è importantissimo per un atleta, perché lo mette in condizione di confrontarsi con situazioni non familiari – e quindi - di mettere alla prova la propria preparazione sia mentale che fisica. Superare l’ansia da meeting dipende dalla capacità di mettersi in gioco”. Non ci sono differenze tra uomini e donne da questo punto di vista “Le paure o le ansie sono una conseguenza della formazione sportiva che si riceve – è una questione di - educazione, saper gestire il momento agonistico come elemento allenante e non mirato solo ed esclusivamente alla vittoria”. E, in merito alla ritualità delle abitudini, prosegue, "La scaramanzia? Sicuramente incide. Ho sentito molti atleti scaricare la colpa di una gara andata male alla scelta di aver indossato un costume diverso dal solito. Fa parte del gioco, ma più che gesti scaramantici, io li chiamerei alibi”.
capilongo-broussard@swimbiz.it

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